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1/18/2009 Fonte: http://www.gluem.it/ricetta.htm
Ingredienti & dosi:
Gesso in polvere: 3 cucchiai
Colla vinilica: 3 cucchiai
Colla in polvere per parati: 2 cucchiai
Olio di lino: 1-2 cucchiai
Carta di giornale: 5 fogli doppi.
INGREDIENTI E DOSI SUFFICIENTI PER CIRCA 1 KG DI IMPASTO. LE DOSI SONO INDICATIVE; POTETE VARIARLE, AUMENTANDO O DIMINUENDO CIASCUNA DI ESSE, E OTTENERE VARIE CONSISTENZE. SOLO CON UN PO' D'ESPERIENZA RIUSCIRETE A TROVARE IL GIUSTO IMPASTO. LA CARTA CONSIGLIATA E' QUELLA DEI QUOTIDIANI DI FORMATO TRADIZIONALE.
Strappate i fogli a strisce secondo il senso delle fibre, e riducetele a pezzetti.
Dopo aver messo a macerare i frammenti di carta in una pentola piena d'acqua per un paio di giorni o, se l'acqua è calda, solo per qualche ora, continuate manualmente la frammentazione, direttamente nell'acqua.
A questo punto potete sottoporre la carta ad una bollitura di diversi minuti.
Se volete ottenere una pasta più fina e di consistenza omogenea, usate un frullatore a immersione per sminuzzare ancora di più la carta. Filtrate la carta ormai ridotta in poltiglia eliminando l'acqua in più, senza tuttavia strizzarla eccessivamente.
Procedete adesso con l'aggiunta (poco alla volta e seguendo quest'ordine) della colla vinilica, del gesso, della colla per parati e dell'olio di lino, che darà morbidezza all'impasto, avendo cura di continuare a lavorare la pasta, energicamente, a due mani, ad ogni aggiunta di ingredienti.
La pasta ora è pronta per essere modellata: con essa si possono ottenere gli oggetti più disparati; personalmente la uso per la costruzione delle maschere.
La cartapesta così ottenuta può essere conservata per diversi giorni, ben chiusa, all'interno di sacchetti di plastica, come quelli usati per conservare i cibi in freezer. Fonte: http://www.uniurb.it/giornalismo/lavori2002/buzzatti/crea.htm
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Procedimento - Tagliare i fogli di carta nella direzione della venatura in piccoli pezzi, larghi al massimo due centimetri. È importante che la carta di partenza sia chiara: se si riciclano i quotidiani vanno scelte le parti senza i titoli più scuri e non ci devono essere fogli colorati. Si possono usare anche i fogli da fotocopiatrice, carta velina, fazzolettini e tovagliolini, sacchetti bianchi per alimenti o altri tipi di carta con grammatura (=peso) non elevata.
I pezzetti di carta vanno messi in un secchio, coperti d'acqua e lasciati a riposare una notte. Il giorno seguente, per ammorbidire ancora le fibre, si sposta la carta impregnata d'acqua in una grossa pentola (nella proporzione 1 litro di carta - 2 litri di acqua) e si fa bollire per venti minuti. Poi, con un frullino elettrico o una frusta, si riduce la massa in poltiglia.
La poltiglia va scolata bene versandola in un setaccio e scuotendolo per eliminare l'acqua. La carta diventa così una massa morbida, ma consistente, costituita per il 90% da acqua. Va strizzata, ma senza eccedere.
A questo punto si deve mettere l'impasto ottenuto in un recipiente e aggiungere;
2 cucchiai da cucina colmi di colla bianca,
1 cucchiaio di olio di semi di lino
e - se si desidera - 2 cucchiai colmi di bianchetto o gesso in polvere (il gesso però indurisce più in fretta ed è meno malleabile, per questo Sara di solito non lo aggiunge).
Mescolare il tutto fino a ottenere un composto omogeneo.
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Se si vuole colorare l'impasto aggiungere bianco in polvere o a tempera e il colore desiderato, o solo il bianco in piccole quantità per schiarire, o in grandi dosi per colorare. Sara colora l'impasto (e non l'opera una volta asciugata) perché, spiega, così si ottiene una superficie opaca (colorandolo il quadro una volta asciutto questo diventa lucido, come mostra la foto "effetto lucido").
Fatta la cartapesta, si può cominciare a stenderla con le spatole sulla superficie da ricoprire. Come base Sara utilizza bottiglie (per i vasi) e piani di materiale isolante (simile al polistirolo, ma meno sdrucciolevole) per certi quadri. Spesso lei stessa costruisce l'intelaiatura dell'opera, con materiali usati come rete o corda. La cartapesta va spalmata man mano, e l'opera va ultimata prima che l'impasto si asciughi. In questo modo la superficie resta omogenea e non si formano linee e crepe.
La cartapesta si asciuga all'aria. Per questo l'opera va messa in un locale asciutto; se è piccola la si può seccare in forno. | 1/17/2009
[aformadidea] Cartapesta - Materiali umili per fare grandi capolavori
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Un po' di storia... Sembra che l’origine della cartapesta sia da attribuire ai cinesi che intorno all’anno zero trovarono il modo di utilizzarla addirittura negli elmi e nelle armature dei guerrieri. Dalla Cina, passando per il mondo arabo, la carta arrivò in Europa intorno al X sec. D.C. Durante la seconda metà del 700 si cominciano a trovare oggetti di arredamento in carta pressata, mentre dall’Oriente arrivarono paraventi, paralumi, ombrelli, tavolini e vasellame vario. Nell’800 mobili in cartapesta si possono trovare sia in Europa che negli Stati Uniti ed in Russia. Al giorno d’oggi la tecnica della cartapesta viene usata in Messico, India, Pakistan, Kashmir, Filippine, Giappone, per la fabbricazione di scatole, vassoi, cofanetti, maschere e sculture di vario tipo. L’Italia è famosa nel mondo per le maschere veneziane ed i Carri di Carnevale. La cartapesta è un materiale costituito essenzialmente da un preparato di acqua, colla, gesso e carta. Le colle solitamente usate possono essere la colla vinilica, la colla di pesce o la colla di farina. Uno dei procedimenti usati per la creazione di carri prevede varie fasi ed è il seguente: prima di tutto viene creato un modello in argilla sul quale, con una colata di gesso, si ottiene il calco, all’interno del quale vengono poi applicate le strisce di carta imbevute di acqua e colla. Dopo molto tempo, necessario alla asciugatura, (questo dipende da vari fattori ambientali) si stacca il lavoro di cartapesta e si dipinge con colori acrilici o a tempera. La lavorazione si conclude con uno strato di vernice lucida.
I primi carri di cartapesta si costruirono ad Acireale nel 1880. Da allora fino ai nostri giorni Acireale ha mantenuto questa tradizione servendosi di tanti cantieri portati avanti da volenterosi artigiani. Negli anni '50 - '60 ai carri allegorici ed alle macchine infiorate, si affiancano dei mini-carri, detti "lilliput".
La cartapesta viene spesso sottovalutata, ed è un vero peccato poiché da la possibilità di creare infinite cose a costi bassissimi ma di grande effetto finale. Pensate che in Inghilterra e in America la cartapesta veniva usata per costruzioni di elementi architettonici o di ingegneria industriale: ruote, accessori di macchine e tetti ecc. In Germania si usava per fare i pavimenti: si stendeva una pasta di cartapesta che una volta asciutta veniva colorata, questi pavimenti creavano una superficie unica senza giunture, erano economici e molto igienici.
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Tibet: Maschere rituali in cartapesta
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In Norvegia e precisamente a Bergen, nel 1793 fu costruita un chiesa interamente in cartapesta, durò ben 37 anni, poi, per ragioni che ignoro, fu demolita. Tutto questo per farvi capire che la cartapesta non è solo un passatempo per far giocare i bambini, ma che, grazie alla sua duttilità può essere usata per cose molto importanti. Vi segnalo ora alcune tecniche usate per fare la cartapesta.
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Tipi di carta e colle: La migliore carta da usare è quella dei quotidiani, meglio se sono un po' vecchi!!! (questo fattore riduce i tempi di macerazione) Per quanto concerne le colle, invece, si può utilizzare la polivinilica (nota come Vinavil), che, se diluita con un po’ d’acqua, può essere usata anche al posto della vernice. E' possibile anche utilizzare colla di pesce, ma il suo uso riserva qualche difficoltà, inoltre è possibile utilizzare anche la più comune e casalinga colla di farina che si può preparare così: miscelare 100 gr.di farina in 2 litri di acqua, far bollire e mescolare sino a quando assume la consistenza di un budino. Questa colla si deve utilizzare calda per cui, all'occorrenza, basterà riscaldarla a bagnomaria. Per colorare gli oggetti creati si può usare qualsiasi tipo di colore, oppure si possono ricoprire con carta colorata o con la tecnica del decoupage. Per lavori particolarmente rifiniti, consiglio, prima di passare alla colorazione, di ricoprire tutto l'oggetto con uno strato di idropittura bianca o addirittura con della scagliola che, una volta asciugata può essere anche carteggiata.
Metodi Per creare degli oggetti in cartapesta si possono usare diversi metodi a seconda del risultato finale che si vuole ottenere._ 1) Il più semplice ed immediato è senz'altro quello che prevede la sovrapposizione di striscioline di carta su di uno stampino (per creare una maschera molto personale, ad esempio, si può partire da una vecchia maschera di carnevale o un palloncino che abbia le dimensioni del vostro viso e che verrà eliminato dopo qualche giorno, quando il lavoro sarà ben essiccato, per ottenere la sagoma base su cui costruire la maschera vera e propria. Strappate a mano (non tagliatele con le forbici) tante striscioline di carta, che metterete per qualche minuto a mollo in un catino con acqua e un po’ di colla vinilica. Via via che la carta si ammorbidisce, stendetela accuratamente sull'oggetto che avrete preso come base, proseguendo nella sovrapposizione di vari strati fino ad ottenere uno spessore sufficientemente consistente (normalmente occorrono almeno 15/20 strati). Naturalmente il tutto acquisterà corpo una volta essiccato, e quindi dopo diversi giorni. A questo punto si potrà rimuovere lo "stampo" per avere l'oggetto finito che, a questo punto potrà essere colorato e rifinito.
È importante che le strisce di carta che formeranno il primo strato, siano bagnate con la sola acqua, ma senza mettere colla che si inizierà a stendere dal secondo strato in poi, cosi da non si incollino allo stampo che potrà così essere rimosso più facilmente. Nel caso usiate come stampo base un oggetto che non volete assolutamente rischiare di danneggiare, consiglio, prima di iniziare ad incollare le strisce di carta di rivestirlo accuratamente con della pellicola trasparente per alimenti sopra cui inizierete a posizionare il primo strato di carta senza colla come detto in precedenza e così via.
2) per creare oggetti più rifiniti, si usa la polvere di cartapesta che si prepara così: Prendete i pezzi di carta e metteteli per almeno 1 notte a mollo solo con acqua avendo cura di ridurli a pezzi stracciandoli a mano (foto 1, 2 e 3), successivamente fateli bollire per circa 20 minuti, quindi lasciate raffreddare.
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foto 1
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foto 2
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foto 3
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Eliminate l’acqua e "pestate" ripetutamente la carta (ecco perché si dice carta pesta) fino a renderla proprio come una polpa con la quale (foto3 e 4) farete tante pallottole che lascerete essiccare completamente (al solito i tempi saranno lunghi, e comunque sempre legati alle condizioni ambientali) ed una volta asciutte perfettamente passerete a grattugiarle sino a farle diventare polvere!!
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Al momento di utilizzarla sarà sufficiente seguire queste dosi: 3 parti di polvere di carta, 2 di colla (vinavil o quella di farina), 2 di gesso disciolto in acqua quanto basta perché assomigli alla plastilina!!
Naturalmente, le dosi sono puramente indicative per un uso generico e molto dipenderà dal tipo di lavoro che si dovrà eseguire, modificando opportunamente per ottenere un impasto più o meno morbido. 3) per realizzare lavori più grossolani sarà sufficiente la carta messa a mollo, pestata e amalgamata con la colla.
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| foto 4
| foto 5
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Abbiamo preso spunto dalla possibilità di creare maschere per il carnevale, bellissime e personalizzate, per parlare un po' della cartapesta, ma, vi assicuro che già con questi piccoli consigli sarete in grado di realizzare molte cose, anche di un certo pregio. Sarà poi con particolari tecniche di colorazione legate all'uso di speciali vernici ed altri materiali per la finitura che si otterranno effetti di grande importanza fino addirittura a creare anche opere d'arte come vasi, sculture e oggetti attraverso i quali potrete dare sfogo alla vostra creatività artistica.
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Guinness: Saimir Strati realizza il mosaico di tappi di sughero più grande del mondo
Chissà quante bottiglie di vino avrà dovuto stappare Saimir Strati per realizzare la sua ultima fatica: il mosaico di sughero più grande del mondo. Il chitarrista è composto infatti da 229 mila tappi di sughero, disposti su una parete di circa 96 metri quadrati e si trova all'Hotel Sheraton di Tirana, in Albania. Per realizzarlo ci è voluto un mese di duro lavoro che ha portato però i suoi frutti: l'opera è entrata nel Guiness dei Primati. Ma non era la prima volta, l'artista albanese ha già composto due opere da primato, un gigantesco mosaico con i chiodi e uno composto da stuzzicadenti (guarda).
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