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    12/24/2006

    A te che leggi..... Ti auguro.......

    Ti auguro tempo. Non ti auguro un dono "qualsiasi",
    ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
    Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere,
    se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
    Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
    non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
    Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
    ma tempo per essere contento.
    Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
    ti auguro tempo perché ne resti,
    tempo per stupirti e tempo per fidarti
    e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
    Ti auguro tempo per toccare le stelle e tempo per crescere, per maturare.
    Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
    Non ha più senso rimandare.
    Ti auguro tempo per trovare te stesso,
    per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
    Ti auguro tempo anche per perdonare,
    Ti auguro tempo di avere tempo,
    tempo per la vita.
     
    (dal web).
     
    Buon tutto
    paola.
     
    12/21/2006

    Mare d'inverno di Valerio


      

     

     

                                             mare d'inverno
     


    Ti osservo con tristezza...
    e' da qualche mese che l'estate è finita.
    Chiusi ormai gli ombrelloni, il frastuono estivo,
    ritorna la tranquillità il silenzio.
    Riprendi il tuo solito aspetto solcato solo da navi e' da qualche timida barca che osa sfidare le onde ormai fattosi minacciose.
     
    Osservarti nelle giornate fredde e piovose,
    quando, quasi con rabbia scarventi le onde impazzite sugli scogli ed esalti la bellezza: é la forza della natura.
     
    Ti osservo silenzioso, quasi timoroso di fronte a tanta potenza, mille pensieri mi pervadono in quella dolce solitudine
    e penso chissà cosa ci riserverà il domani.

    valerio 


     

     

     

     


    12/18/2006

    Buone feste

    Buone feste.
    12/13/2006

    "Canto d'inverno" di Elias Letelier

    Canto di inverno
    Elias Letelier
    Traduzione dal castigliano di Elisabetta Lasagna

    Lasciami godere le volute del fumo

    del fuoco copioso e lontano;

    quell'odoroso calore che mi accarezza le tempie

    e mi conduce alla culla agreste

    della brina ardente.

     

    Ho percorso paradisi transitori,

    guerre dove gli incendi del cuore

    hanno arso l'aurora moltitudini umane

    e tutto fu quiete, torrenti di freddo puro,

    pire di abbandono e desolazione.

     

    Sono stanco di lontananze.

     

    Voglio svegliarmi nella bocca

    che illumina il pomeriggio lento

    sino a tornare ad essere nuova tempesta. 

    12/11/2006

    Cucina: Amaro_digestivo alla genziana

    Amaro-digestivo alla genziana
     
    ingredienti:
    60gr di radici secche di genziana
    1 lt   di vino bianco
    500gr di zucchero vaniglinato
     
    procedimento:
    Mettere le radici di genziana in infusione, nel vino bianco assieme allo zucchero, per 30gg. e poi filtrare.
     
    Digestivo meraviglioso!!! (così è scritto nella ricetta!)

    Cucina: Frutta secca sotto spirito.

    Da: www.spadellare.com/  

    Frutta secca sotto grappa

     
    Ingredienti
    grappa
    frutta secca a scelta (prugna, uvetta, albicocche, fichi)
    zucchero: 3 cucchiai

    Preparazione
    1. Riporre la frutta in un vaso. Cospargerla con lo zucchero. Coprire con la grappa e lasciar riposare per un mese prima di consumare.
    2. Verificare di tanto in tanto che la grappa non sia stata assorbita dalla frutta ed eventualmente aggiungerne. La frutta sotto grappa può essere conservata fino ad un anno.

    Cucina: liquore al cioccolato

    Liquore al cioccolato

          Ingredienti:

    §

    200 gr di cacao amaro;

    §

    1 Kg di zucchero;

    §

    1 litro di latte;

    § 350 gr. di alcool.

          Esecuzione:

    Riscaldare in un pentolino zucchero e latte a fiamma lentissima. Aggiungere lentamente il cacao a pioggia, mescolando in continuazione,sino a formare una miscela senza grumi e portare infine ad ebollizione. Mescolare ancora per qualche secondo e poi spegnere. Lasciare raffreddare e unire l’alcool.

    Cucina: Liquore al mandarino

    Liquore al mandarino

          Ingredienti:

    § ½ litro di alcool

    §

    la buccia di 10 mandarini

    §

    3 chiodi di garofano

    §

    500g. di zucchero

    §

    ½ litro di acqua.

          Preparazione:

    In un vaso a chiusura ermetica mettere le bucce di 10 mandarini, mezzo litro di alcool e 3 chiodi di garofano. lasciare macerare il tutto per una settimana circa e poi continuare l’esecuzione del liquore. Preparare quindi uno sciroppo con mezzo chilo di zucchero fatto caramellare in un tegame con poco di acqua aggiunta a cucchiaiate. Quando avrà raggiunto il colore bruno aggiungere ancora mezzo litro d’acqua e lasciare quindi raffreddare. unire poi il contenuto del vaso e filtrare con cura.
    12/9/2006

    Audio - Biagio Antoniacci "Pazzo di lei"

     
    Biagio Antoniacci "pazzo di lei"
    Klicca               
    12/7/2006

    Vorrei


     

     

       

     

       

     


    "Vorrei"

    Vorrei che qualcuno potesse

    ridere anche quando

    i suoi occhi non nascondono

     più i lamenti della solitudine

    di chi sente facendo finta di ascoltare,

     di chi giudica facendo finta

     di capire di chi trova strano

    che la notte non si riesca a

    dormire senza essere intrappolati nei pensieri

    nei ricordi e nelle paure.
    Vorrei piangere quando sono

    felice senza nascondere

    le mie lacrime confondendole

    con la pioggia d'inverno.

     

     

     

     

    da

    Paola

    e

     

     

     

     


    "Cristalli di sale" Di Ary

    Cristalli di sale su questa spiaggia,
    serro le labbra per non bruciarmi la lingua.

    Ciglia socchiuse per non ferirmi gli occhi.

    Intanto la luce rimane distante.
    Non esistono oasi nell'animo dell'uomo.

    Le maschere di latta hanno sputato il loro veleno
    e lento il sangue si coagulerà sulla ferita.
    Una cicatrice in più sulla pelle che non si vede.

    Guardo dal finestrino il mondo di ghiaccio
    che scivola via,

    infinite forme geometriche,
    a volte piene di vita,
    a volte piene di morte.

    Storie diverse di tanti universi uguali,
    ma distanti;
    dove non conta sentirsi vivi,
    ma solo essere importanti.

    Quando la nebbia si fa respirare
    e il gelo circonda la tua strada,
    fermati e aspetta la primavera.

    Ma sarò sempre io, uno qualunque

    Senza spazio né tempo

    Senza meta verso un sogno

    Senza anima rubata via

    Sarò sempre io, uno fra i tanti

    Senza qualcosa né qualcuno

    Senza dimensione verso l'ignoto

    Senza più un cuore rubato via.

    Sarò sempre io, che vago tra i flutti

    Senza boa né salvagente

    Senza arte né parte

    Senza te,

    e con i cristalli di sale.


    (Ary). 
     
    12/5/2006

    Bianco nel bianco Di Mark Akenside

    Lady Agnew
    mi fissa col suo sorriso leggero,
    appena accennato;

    languida la mano sinistra sull'ampia bergère,
    molle il braccio disegnato dalla trasparenza del tessuto,
    bianco su bianco;

    indolente il corpo giovane e rilassato..
    ... come quello... d'una gatta bianca che si lecca pigra sui tetti bagnati
    di sole,
    bianco su bianco.

    la gamba accavallata appena accennata nella curva sontuosa,
    coperta dal broccato lucente come una nevicata,
    bianco su bianco.

    solo lo sguardo fisso e profondo come un maelstrom norvegese,

    solo lo sguardo fisso e profondo... ed i capelli fitti e corti,

    solo lo sguardo ed i capelli sono neri... neri su bianco.

    lady Agnew
    sorride appena,
    come una promessa crudelmente evasa,

    dietro di lei
    piangono i muri ideogrammi cinesi, rosa su cenere,
    la luce è soffusa,
    mordida dice: è l'ora di desiderare,

    ma
    non saprai mai se sarai esaudito,
    finchè non vorrò io;

    ma
    se saprai pregare,
    se saprai piangere come un bambino,
    se saprai essere tanto tanto carino,
    se saprai farmi ridere,
    se saprai sorprendermi almeno un pochino,
    se saprai correre a quattro zampe con la mia pantofolina tra i denti
    tutt'intorno...
    se accadrà tutto questo... allora?!...

    allora forse saprai anche... il tuo destino.

    Inizia a correre,
    dunque!
    abbaia un poco!

    lady Agnew
    accenna appena un sorriso da sfinge;
    la luce diventa carezza luminosa sul suo viso,
    sull'abito regale,
    bianco su bianco.

    ricordi la neve d'inverno sopra i pini infreddoliti,
    bianco su bianco?

    ricordi la grande balena che trascina achab negli abissi,
    strangolato dalla sua stessa cima,
    nella schiuma,
    bianco su bianco?

    ricordi i crisantemi che s'aprono sui cieli cagliati e tersi?
    ricordi i sudari fruscianti nei corridoi ombrosi?
    bianco su bianco?

    la morte,
    il segreto,
    l'occulto,
    ... la soglia sull'infinito,

    le domande senza risposta,
    la fine e la speranza d'un inizio,
    tutto questo è bianco su bianco,

    tutto questo è bianco su bianco.

    lady Agnew
    mi sorride arcana,
    pallida e luminosa,
    promessa forse mai assolta,
    speranza nell'ambra lucente,
    e
    mi ricorda sempre: siamo noi che possiamo farvi passare
    oltre quella porta che dà nella luce accecante,
    bianco su bianco;

    siamo noi,
    donne indolenti, gatte sornione,
    occhi fissi e profondi,
    mano abbandonata sul fianco e gamba sollevata,

    noi che sappiamo aspettare senza battere ciglio per ore e ore,
    noi che vi insegnamo l'umile pazienza del meritare davvero
    ciò che è davvero prezioso,
    anzi non ha prezzo,

    noi che siamo eterne nell'eternità cristallina, bianco su bianco,
    noi che vi diamo il senso del tempo bianco su bianco,
    noi che siamo la sorgente, la corrente e la foce, bianco su bianco,

    noi pretendiamo ora che tu in ginocchio,
    che tutti voi
    sappiate ricordare come si congiungono le mani nella preghiera,
    sappiate ricordare come ci si genuflette davanti all'altare di marmo
    levigato come il nostro seno,bianco su bianco,

    di marmo levigato come la nostra gamba accavallata,bianco su bianco,

    e come si adora l'idolo sorridente sopra l'ara,
    bianco su bianco,

    come si adora la bianca signora che allatta i suoi cuccioli
    a milioni, a miliardi,
    prima di sgozzarli,
    bianco su bianco,

    come si preme la fronte prostrata sugli scalini,
    bianco su bianco,

    e come si attende così che giunga l'ora,
    bianco su bianco,

    l'ora in cui forse...
    forse...si udrà la voce soave
    che dice piano:alzati,
    ora,
    e vieni da me,
    ma .... senza sapere
    quando accadrà
    fino a quando non accadrà,
    bianco su bianco,

    bianche le lacrime sul marmo,
    bianco l'agnello belante
    che attende anch'esso il bacio
    o la lama,
    e non lo saprà
    finchè ... non accadrà,
    povera bestia,
    poveri noi tutti,

    eppure felici d'essere ammessi a tanto mistero,
    bianco su bianco.

    lady Agnew
    conosce le risposte,
    ma le ha sussurrate soltanto nelle delicate,
    perfette conchiglie rosate delle vostre piccole orecchie,
    poichè voi siete come lei,
    siete lei,

    l'occhio fisso e profondo,
    il sorriso appena accennato,
    quel pigro attendere crudele la resa che verrà nel vespro,
    verrà per forza,
    poichè non si può contrastare il potere dell'ignoto,
    della grande forza occulta della bellezza,
    del colore che tutti contiene e nessuno,
    bianco su bianco.

    lady Agnew
    dipinge se stessa,
    dipinge mentre gli ideogrammi piangono sui muri in silenzio,
    mentre la luce diviene irresistibile,
    insopportabile,
    dentro e fuori,
    bianco su bianco.

    lady Agnew
    è ora due donne,
    due donne che stanno dipingendo la mia sofferenza e la sua liberazione,
    bianco su bianco,

    il mio sguardo che adora e il suo doppio riflesso,
    bianco su bianco,
    i miei capelli quando saranno cadute tutte le foglie,
    bianco su bianco,

    ma...
    ancora ci sarà un pallido sole a mostrarmi,
    bianco su bianco,
    una porta socchiusa e dietro di essa un futuro misterioso, dove tutti i
    colori diventano nessun colore,
    bianco su bianco.

    forse in quel biancore svanirò come un sogno all'alba;
    forse ritroverò me stesso,
    forse capirò quanto occorra morire per vivere davvero,
    forse,
    forse saprò quello che vale.

    ecco,
    mi inoltro lentamente in quel fulgore,
    bianco su bianco;

    la paura è un cane bianco che azzanna con bianchi denti,
    ma ancora più forte azzanna il dubbio di perdere per sempre
    quell'occasione che tanto ho atteso,
    ed ora mi sorride lievemente dalla bergère di lady agnew,
    con il suo sguardo,
    col suo sorriso,col suo silenzio,
    bianco su bianco.

    forse ci si deve perdere davvero per ritrovarsi,
    lady Agnew.

    forse si deve accettare di diventare,
    come te...
    bianco su bianco!
     
    ( Mark Akenside ).
    12/3/2006

    Cinema: Il diavolo veste Prada

     

    IL DIAVOLO VESTE PRADA

    Genere: Commedia, Drammatico - USA 2006

    Regia di: David Frankel

    Durata: 110'

     

    Andy Sachs, neolaureata e originaria di una cittadina di provincia, si è trasferita a New York dove ha trovato lavoro come assistente di Miranda Priestly, celebre editrice della rivista di moda 'Runaway'. Una posizione invidiabile se non fosse che il suo nuovo capo è una donna dispotica che le rende la vita impossibile perseguitandola con telefonate anche nel cuore della notte. L'ingenua Andy si ritrova improvvisamente catapultata in un universo a lei sconosciuto, fatto di abiti firmati, feste piene di vip e regali costosi e, come se non bastasse, Emily, la prima assistente di Miranda, cerca in ogni modo di farla fuori rendendosi sempre più simile al loro capo. Grazie ai preziosi consigli di Nigel, l'editore della rivista, la vita di Andy sembra migliorare giorno dopo giorno ma i suoi vecchi amici e il suo fidanzato non sembrano essere d'accordo.

    (fonte: cinematografo.it)

     

    12/2/2006

    BOE' periodico d'arte

    Boè
    Recensione Boè: errata: Pontillo - Biondo corrige:Puntillo - Biundo Mille grazie con tanti cari saluti a tutto lo staff dall'autore: Prof. Gianni Latronico
    gianni latronico gianni.latronico@libero.it


    Boè
    RECENSIONE DI GIANNI LATRONICO SU NEWS MAGAZINE BOÈ CASA EDITRICE: CENTRO DIFFUSIONE ARTE – PALERMO Grido, dal greco boè, è l’urlo lanciato dagli artisti contemporanei, attraverso le pagine del libro, per superare tutti i canoni artistici, le varie estetiche di corrente, le vane leggi accademiche e diffondere il loro stile. Qui, ognuno ha trovato la platea adatta, per esprimersi alla sua maniera, senza remore, tabù, preconcetti, ma con la massima libertà personale, nell’ambito dell’immaginario collettivo, con un universale sentire, in sintonia con gli attuali tempi moderni. Ai duri di cuore, di mente e d’orecchio proclamano il ruolo primordiale dell’arte, sostituendo alla sostanza delle cose la carica della loro umanità e l’essenza della divinità, insita nella creazione artistica. Nei mesi dispari giunge gratis nelle case, nelle gallerie, nelle pinacoteche, Boè: patinata rivista, illustrata dalle opere a colori dei pittori di turno, come anelli insostituibili di una catena e come granelli di sabbia di una clessidra. In ordine sparso, in onore al merito, tutti protagonisti, tutti diversi e tutti alla pari, di volta in volta appaiono i rappresentanti della nuova figurazione, con sempre nuove immagini e nuove recensioni. Ci sono figurativi, impressionisti, espressionisti, fauves, nabis, surreali ed informali: tutti in chiave moderna, per andare oltre lo spiritus loci et temporis ed esprimere il proprio genio. C’è l’angolo della posta, la copertina della poesia, la menzione dei classici e la proiezione nel futuro, con opere all’avanguardia, che anticipano gli eventi, prevedono le azioni e precorrono i giudizi dei posteri. I saggisti, i critici, i recensori si alternano nelle disquisizioni artistico-letterarie, cercando di cogliere lo spirito di ogni pittore, dissolto nella propria arte, partendo dalle loro vicissitudini, riflesse nel caleidoscopio cromatico di veri e propri capolavori. Ecco solo alcuni nomi degli scrittori: Pizzi, Nasello, Malmo, Gerbino, Latronico, Fida, Restuccia, Pasolino, Cotenna, Puntello, Chirico, Carluccio, Gervaso, Puntello, Carbone, Baratto, Ingusci, Tamburi, Lamberti, Bugani, Serradifalco, Sgarbi, ecc. E, per par condicio, ecco i nomi di alcuni artisti: Agostani, Avvisati, Biondo, Barile, Caruso, Colle, Fabbrizio, Faraoni, Filippetti, Gandolfo, Gulluni, Guttuso, Lanaro, Lipari, Lupo, Magno, Moscardelli, Bordignon, Polcari, Quarto, Attianese, Zucca, ecc. Boè é una rivista promotrice di cultura ed informazione, sia per l’ottima veste tipografica, che per la diffusione capillare, senza scopo di lucro, in Italia e all’estero di un prodotto non legato alla logica del profitto, ma ad esclusivo servizio dell’arte pura. gianni.latronico@libero.it Gianni Latronico giovanni.latronico@katamail.com
    gianni latronico gianni.latronico@libero.it

    Musica & Parole --- Fragile - Sting

     
    Fragile midi sting
     
     
     
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    vorrei frugare
    come vento
    tra i colori del parco
    e del sole destare
    il suo calore, a volte, incerto,
    far da scia azzurra
    ai  tuoi pensieri
    così filtranti
    nella vastità dell’infinito
    e danzare in spire di magia
    sull’eco del tuo cuore
     
    (dal web)
     
     
     
     
     Tratta da un gruppo Yahoo: Facciamoamicizianovolgari.