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    2/28/2007

    Commissariato di Pubblica Sicurezza On-line

     
     
     

     

    POLIZIA DI STATO

    Commissariato di Pubblica Sicurezza on-line

    http://www.commissariatodips.it/

    Mauro Corona - Libri

    I FANTASMI DI PIETRA
    CORONA MAURO
    I FANTASMI DI PIETRA

    MONDADORI
    € 17,00

    Un paese abbandonato, silenzioso, fermato in un'istantanea scattata il giorno 9 ottobre 1963, quando il fianco del monte precipitò nell'invaso del Vajont. Eppure quelle case, quelle cucine, quelle stalle sono ancora abitate. È una popolazione di fantasmi quella che Corona suscita ripercorrendo, casa per casa, le strade che un tempo risuonavano di voci, del rumore degli strumenti di lavoro, della vita di ogni giorno.

    LA MONTAGNA
    CORONA MAURO
    LA MONTAGNA
    Chiacchierata con ventun giovani all'osteria "Gallo Cedrone" in una notte di primavera del 2002

    BIBLIOTECA DELL'IMMAGINE
    € 9,00

    ASPRO E DOLCE
    CORONA MAURO
    ASPRO E DOLCE
    Il romanzo di una vita. La festa e la morte nel fondo di un bicchiere.
    L'epopea di Erto e dei suoi abitanti narrata in prima persona da Mauro Corona, protagonista e sciamano. Uomini di foreste e bevute, donne di coraggio e fatica, femmine sciccose per rompere la solitudine di una sera, tra una sbronza e una rissa. La fantasia e la rabbia, la gioia di vivere, la festa e la morte riportate alla memoria in un'ennesima levata di bicchieri, brindisi alla vita, l'aspro e il dolce assaporati insieme. Autobiografia di un uomo, romanzo fatto di avventure, di beffe e di omeriche bevute, il libro è anche la storia di un intero paese distrutto e rinato, a suo modo, dalla catastrofe. Immancabile sfondo è la natura, madre e matrigna di uomini, animali, piante e rocce.


    MONDADORI
    € 8,40

    L' OMBRA DEL BASTONE  - I MITI
    CORONA MAURO
    L' OMBRA DEL BASTONE - I MITI
    Un grosso quaderno nero, di quelli usati per tenere i conti del latte da cagliare, giunge tra le mani di Mauro Corona. Porta in calce la data 1920 ed è consunto, le pagine appiccicate l'una all'altra. Quando con la punta del temperino infilata tra foglio e foglio Corona riesce ad aprirlo, si trova davanti un romanzo inatteso: la storia di Raggio e di Zino, di Maddalena Mora e di Neve, la bambina di ghiaccio, di tutti coloro che lassù, sui monti di Erto, lo hanno preceduto. Nel quaderno nero ci sono i «Malavoglia del Friuli» e la figura indimenticabile della strega Melissa che tra i branchi di capre e i campi di fieno che sovrastano il Vajont, porta a termine una lotta perduta contro il destino, folle di sesso e di dolore.


    MONDADORI
    € 5,00

    VAJONT: QUELLI DEL DOPO
    CORONA MAURO
    VAJONT: QUELLI DEL DOPO

    MONDADORI
    € 8,00

    STORIE DEL BOSCO ANTICO
    CORONA MAURO
    STORIE DEL BOSCO ANTICO
    Gli alberi raccontano storie, ma bisogna essere persone speciali per sentirne la voce. Persone speciali come Mauro Corona, arrampicatore fortissimo e grande scultore, che durante le sue lunghe camminate nel silenzio delle valli e delle cime innevate, ha "sentito" e raccolto 44 fiabe per ragazzi e adulti, miti e leggende di un mondo semplice e affascinante create con fantasia inesauribile e amore per la natura. Come un vero sciamano dei nostri tempi.

    MONDADORI
    € 10,00

    L' OMBRA DEL BASTONE
    CORONA MAURO
    L' OMBRA DEL BASTONE
    Romanzo

    MONDADORI
    € 16,50

    LE VOCI DEL BOSCO
    CORONA MAURO
    LE VOCI DEL BOSCO
    "Le pagine di questo libro non contengono un trattato di botanica e nemmeno parole di assoluta verità. Ciò che in esse vi si potrà leggere sono 'verità personali' suscitate da riflessioni indotte da oltre quarant'anni di vita nei boschi e dialoghi con le piante. Durante questo lungo tempo ho capito che tutto, in natura, ha un proprio carattere, una personalità, un linguaggio, un destino. Osservando e ascoltando con attenzione il creato, è possibile udire la sua voce..."


    BIBLIOTECA DELL'IMMAGINE
    € 10,33

    LA MONTAGNA  - LIBRO + 2 CD
    CORONA MAURO
    LA MONTAGNA - LIBRO + 2 CD
    Chiacchierata con ventun giovani all'osteria "Gallo Cedrone" in una notte di primavera del 2002

    BIBLIOTECA DELL'IMMAGINE
    € 15,00

    FINCHé IL CUCULO CANTA
    CORONA MAURO
    FINCHé IL CUCULO CANTA
    "Gustin era un uomo senza fede ma, a quarant'anni, venne folgorato sulla via di Erto. Gli uomini non hanno pace, non riescono a stare tranquilli. Cosa li tormenta? Molti scalano la carriera, altri le montagne per vie pericolose. A volte, in questa pratica, succedono incidenti che portano alla morte, altre volte accadono episodi ridicoli, spassosi. Qualcuno sentenzia che la natura gioca brutti scherzi, invece la natura non reagisce, non si vendica. Se ne sta lì, impassibile."

    BIBLIOTECA DELL'IMMAGINE
    € 11,36

    CORONA MAURO
    GOCCE DI RESINA
    BIBLIOTECA DELL'IMMAGINE
    € 10,33

    CORONA MAURO
    IL VOLO DELLA MARTORA
    VIVALDA
    € 15,00

    CORONA MAURO
    DIE STIMME DES WALDES
    Von Baugeheimnissen und dem Leben mit der Natur
    REIMANN
    € 17,40

    CORONA MAURO
    DIE SPUR DES MARDERS
    Vom urspruenglichen Leben und der verlorenen Zeit
    REIMANN
    € 60,10

    Torneremo ad abitare ancora
    gli antichi luoghi silenti,
    tenderemo di nuovo l'orecchio
    per risentire i vecchi passi.
    MAURO CORONA
    voce del bosco


    Mauro Corona è nato nel 1950 a Erto. Da ragazzo ha lavorato come boscaiolo e ha cominciato ad intagliare il legno, fino a quando lo scultore Augusto Murer ha intuito il suo talento e lo ha accolto nel suo studio di Falcade, dove Mauro Corona ha approfondito la tecnica e l'arte che gli hanno permesso di diventare uno scultore ligneo apprezzato in Europa. Alpinista e arrampicatore, ha aperto itinerari sulle Dolomiti d'Oltre Piave e collaborato, insieme all'Associazione Tina Merlin, alla realizzazione del film di Renzo Martinelli Vajont, girato negli stessi luoghi raccontati in tutti i suoi libri seguiti all'esordio narrativo del 1997 con Il volo della martora.

                                                      Il volo della martora

    Scrive Claudio Magris nell'introduzione al Il volo della martora: "Scrittore scarno e asciutto, e insieme magico nell'essenzialità con cui narra storie fiabesche e insieme di brusca, elementare realtà. I suoi racconti hanno l'autorità della favola, in cui il meraviglioso si impone con assoluta semplicità, con l'evidenza del quotidiano. In loro c'è comunione con la natura, col fluire nascosto e incessante della vita, e un'infinita, intrepida solitudine".

    Nelle brevi storie di questo primo libro di Corona troviamo la durezza, l'asprezza della vita nelle strette e impervie valli delle montagne friulane. Riviviamo così il mondo chiuso dei paesi, ascoltando l'eco delle città che risale dalla pianura lungo la Val Cellina, portato dai mercanti che macinano chilometri nel loro commercio di manufatti di legno. Proprio in uno dei racconti più riusciti, nel quale sembra di cogliere il nucleo narrativo del Il volo della martora, si narra di una venditrice ambulante rimasta l'ultima abitante di una contrada del paese di Erto, testimone superstite di un passato spazzato via dalla modernità, che in questa terra si è incarnata nella frana provocata dalla costruzione della diga sul torrente Vajont. Giovane ragazza, la donna comincia il suo peregrinare tra i paesi di tutto il Friuli, fino alla grande Trieste, trascinando il carretto carico di ciotole, mestoli e cucchiai (frutto del lento lavoro d'intaglio del fratello durante il trascorrere degli inverni), trovando alloggio nelle stalle delle case contadine friulane. Corona segue il lento incedere della donna fino all'ultimo ritorno al paese, la scomparsa del lavoro ambulante, la tragedia della frana e la sua disperata resistenza.

    segui il link per leggere alcune note

    Il tema del confronto tra uomo e natura è presente in molti dei racconti, come ne Il faggio dove assume le forme di una violenta lotta tra un boscaiolo e un grande albero da abbattere, oppure ne Il volo della martora nel quale la sfida è tra un gruppo di bracconieri e l'astuto predatore.

    Nell'ultima parte del libro Corona affronta l'evento che sconvolse la vita delle valli: la frana del Vajont del 9 ottobre 1963. E sono forse le pagine de L'ultima estate quelle che più di altre raccontano, in modo essenziale e vivido, gli ultimi mesi di una comunità già avviata al tramonto, che subisce a causa della catastrofe una drammatica accelerazione verso l'oblio.


    Finchè il cuculo canta


    Aria Cielo Fuoco Acqua Terra. Queste parole, a leggerle in successione scorrendo l'indice della raccolta di racconti di Mauro Corona, rivelano già i temi delle storie che andremo a leggere: sono storie ancora una volta intimamente legate alle montagne friulane, alle vette come alle forre, alla vita come alla morte, all'amore come all'odio.

    Corona si conferma con quest'opera scrittore capace di raccontare con la stessa semplice efficacia, una scalata (Il portiere in montagna), una storia di paese (La leggenda di Gustìn) o un ricordo d'infanzia (Il primo camoscio), mantenendo sempre saldo il legame con la sua terra.

    Un'opprimente inquietudine sembra attendere però l'uomo ad ogni angolo di via, alla fine di un sentiero o su di una vetta appena raggiunta, un'ombra lunga della sera che porta alla malinconia e spegne la grinta: il male oscuro che spezza Il sogno di Valnea. Una dolente sensazione esasperata dalla vita nei paesi di montagna, un segno indelebile che nemmeno la scrittura riesce a nascondere, ma contro cui l'uomo Corona non si stanca mai di combattere. E' questa la forza interna di tutti libri dello scultore-scrittore di Erto, in grado di rendere senza complicazioni, prima solo con la scultura, e da qualche anno anche con la scrittura, il significato profondo del vivere nella comunità di cui è figlio.

    Bibliografia e filmografia
    ordinabile su tilacino.it L'ombra del bastone. Mondadori 2005, pp. 276, romanzo.
    Aspro e dolce
    Mondadori, 2004, pp. 408, € 16,50
    Nel legno e nella pietra. Storie di piante, rocce, animali e uomini.
    Mondadori, 2003, pp.272, € 16,00. 
    Il volo della martora
    . Vivalda, 1997, pp.212, € 14,98.
    Le voci del bosco. Storie di alberi e di uomini. Biblioteca dell'Immagine, 1998, pp. 148, € 10,33.
    Finché il cuculo canta. Biblioteca dell'Immagine, 2001, pp. 223, € 11,36.
    Gocce di resina. Biblioteca dell'Immagine, coll. Chaos, 2001, pp. 141, illustrato, € 10,33.
    La Montagna. Biblioteca dell'Immagine, coll. Chaos, 2002, pp. 120, con 2 CD Audio, illustrato, € 15,00.

    Vertical Miles. Vivalda, 2002, 45', regia di Cristian Furlan, € 18,00.
    Corona. L'uomo del bosco di Erto. Paolo Cossi, Biblioteca dell'Immagine, 2002, pp. 130, racconto fumettistico, € 10,00.
    Val Cellina. Nei disegni di Osvaldo Monti. Cierre edizioni, 2000, pp. 84, € 10,33
    Il racconto del Vajont. Marco Paolini e Gabriele Vacis, Garzanti, 1997, pp.142, € 9,30.
    Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso Vajont. Tina Merlin, Cierre edizioni, 1997, pp.178, € 11,50.
    Libro + DVD film "Vajont" regia di Renzo Martinelli, Walter Casini Editore, 2004.

    Le voci del bosco. Storie di alberi e di uomini.

    "Ho passato quasi cinquant'anni di vita nei boschi e ho parlato con gli alberi. Gli alberi non si spostano, ma possiedono un loro carattere che comunicano in vari modi, anche con la diversa reazione che hanno nei confronti di chi li tocca".


    Gocce di resina.

    "La resina è il prodotto di un dolore, una lacrima che cola dall'albero ferito. Quelle gocce giallo miele, non scappano, non scivolano via come l'acqua, non abbandonano l'albero. Rimangono incollate al tronco, per tenergli compagnia, aiutarlo a resistere, a crescere ancora".


    ordinabile su tilacino.it

    La Montagna.

    "Agli albori del terzo millennio, lo sfruttamento inconsulto delle risorse naturali e l'inquinamento minacciano seriamente la salute della Terra. Questa fiaba moderna è un gesto d'affetto verso la Montagna, una richiesta d'aiuto, un invito a rispettare la natura e i suoi abitanti".

    Nel legno e nella pietra.

    Novantatré storie, e un epilogo, legate tra loro da una inconfondibile voce narrante, danno vita a una sterminata epopea del Vajont dove lui, Mauro Corona, è protagonista e narratore. Una ridda di volti e personaggi che sembrano cavati "nel legno e nella pietra", folli ed eroici, sobri e bevuti, ammiccanti tra boschi, dirupi montani e panche di osteria. 


    ordinabile su tilacino.it

    Val Cellina. Nei disegni di Osvaldo Monti.

    In questo volume è riprodotto il taccuino di disegni che Osvaldo Monti realizzò, nel 1882 o 1883, a illustrazione dell'alta Valcellina, che include la valle del Vajont. A complemento dei disegni vi sono un testo introduttivo di Aldo Colonnello, il racconto di un'escursione compiuta in Valcellina nel 1883 dal bibliografo veneziano Giuseppe Occioni Bonaffons, un breve saggio di Furio Bianco sul contrabbando di tabacco in Valcellina, e un toccante racconto inedito di Mauro Corona.

    Libro + DVD film "Vajont" di Renzo Martinelli.

    Nel cast figurano Michel Serrault, Daniel Auteuil, Philippe Leroy, Leo Gullotta e Laura Morante nel ruolo della giornalista dell'Unità Tina Merlin che affrontò la società costruttrice della diga fin dai primi espropri delle terre ai danni dei contadini e dei pastori e che fondò prima del disastro un comitato per la difesa della valle.

    "La gente di Erto ha compreso il progetto di Martinelli. Sa che il film non sarà la spettacolarizzazione di una tragedia, ma un riscatto. Mostrerà com'erano i loro padri, come sono loro, che cosa hanno provato e proverà ogni generazione futura. Ora possono farlo sapere al mondo".  Mauro Corona nel film interpreta la parte di un oste di Erto.

    FONTE: http://www.infolibro.it/speciale_mauro_corona.htm
    2/23/2007

    "Scrivimi"


     
     
                               


                                                                   

    "Scrivimi"

     

    Scrivimi... una canzone,

    musica lieve come battiti di ali di farfalla e...

    e parole,

    velluto fluttuante che

    sfiora la pelle,come un soffio tiepido, in una notte d'estate,

    gli occhi si socchiudono

    la mente si distacca

    magici istanti e...

    e sogni: sorrisi che affiorano dall'anima,

    quando,

    le  emozioni entrano dirette al cuore.

    Immergersi nell'oceano e divenire parte di  esso.

    (Paola).

      

                                                                    

     


    Barzelletta

    Perchè alcuni uomini fischiettano meglio delle donne?
     
    .... perchè hanno il cervello di un uccello!   
      
     
     
    fonte: Yahoo cartoline
    2/22/2007

    Cinema - "Scrivimi una canzone"

     A una pop star famosissima negli anni '80, che ricorda molto il più sventurato degli Wham, viene offerto un duetto che potrebbe riportarlo alla ribalta. Attraverso un divertente revival, estetico e musicale, il regista Marc Lawrence dà un'altra chance al suo Alex-Hugh Grant. Che ricercando l'ispirazione trova anche una persona speciale che ha il delizioso volto di Drew Barrymore.

    Scrivimi una canzone

    Alex, una ex popstar salvata dal talento di Drew

     



    Alex Fletcher (Hugh Grant) è una ex pop star degli anni ’80, fuori moda, che ormai si esibisce per un pubblico di nostalgici alle fiere locali e nei parchi di divertimento. 

    Al musicista, in realtà pieno di talento, si presenta l’occasione di ritornare alla ribalta quando la diva pop del momento, Cora Corman, lo invita a scrivere e registrare un duetto con lei. Ma c’è un problema: Alex non scrive canzoni da anni, non ha mai scritto le parole delle sue canzoni…e deve realizzare un successo in pochi giorni

    All'improvviso appare Sophie Fisher (
    Drew Barrymore), la giardiniera di Alex, incantevolmente arguta, la cui abilità con le parole fa colpo sul cantautore in difficoltà.  Appena uscita da una relazione negativa con lo scrittore divenuto da poco celebre Sloan Cates (Campbell Scott), Sophie è riluttante a collaborare con qualcuno, specialmente con Alex, che ha la fobia per i rapporti impegnativi

    Mano a mano che cresce l’attrazione, al pianoforte e sotto il pianoforte, Alex e Sophie dovranno affrontare le loro paure–e la musica–se vogliono trovare l’amore e il successo che entrambi meritano.


    Dal 23 febbraio al cinema

    Fonte: http://spettacolo.alice.it/extra/scrivimi_una_canzone.html,cnt=5927.html

    2/20/2007

    FOTOVOLTAICO, finalmente il governo interviene

    Fotovoltaico, finalmente sulla buona strada
    In Alice
    -
    L'Italia del fotovoltaico
    - Finanziaria: gli ecoincentivi
    - Conto Energia, un investimento solare
    - Via
    col vento
    - La 220 verde
    - Lampadina libera, si spegne il monopolio
    Il piano energetico del Governo stanzia 60 milioni di euro per l'ambiente. E intanto, il nuovo conto energia premia chi installa pannelli solari

    Il governo ha emanato l’atteso decreto con le specifiche sul nuovo conto energia, un importante segnale per incentivare l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili, pilastro fondamentale della politica per Kyoto.

    I vantaggi del fotovoltaico sono duplici: il privato (o l’azienda) vende l’energia prodotta al proprio gestore, ad un prezzo maggiorato da incentivi, inoltre, per ogni kilowattora fotovoltatico prodotto si può utilizzare gratuitamente un kilowattora ottenuto con sistemi convenzionali, con l’unico limite di non poter superare l’importo corrispondente al consumo in bolletta.



     

    Ai vantaggi di ordine economico, naturalmente si aggiunge la soddisfazione di usare energia pulita, che non minaccia la stabilità del clima.

    Gli incentivi vanno da 36 a 49 centesimi per ogni chilowattora prodotto a seconda della categoria, che prevede impianti non integrati (cioè esterni alla struttura); parzialmente integrato (come pannelli sui tetti); impianto integrato (incluso nella struttura già nel progetto) e a seconda della potenza (da 1 a 3 Kw; da 3 a 20 Kw; oltre i 20 Kw).

    Il costo di un impianto fotovoltaico domestico (collocabile sul tetto, in giardino o sul terrazzo), con un’estensione di 7 - 8 metri quadrati di pannelli, in grado di produrre un chilowattora di potenza corrisponde circa a 7000 euro.
    Il credito che si accumula di giorno in giorno, vendendo l’energia al proprio gestore, si trasforma alla fine dell'anno in incasso di circa 500 euro, che permettono di ammortizzare la spesa d'installazione in 15 anni. Rientrati nei costi dell’investimento iniziale, i 10 anni successivi, calcolando che la durata media di una minicentrale fotovoltaica è di circa 25 anni, sono di puro guadagno.

    L’Italia cerca in tal modo di colmare il ritardo accumulato nel campo delle energie rinnovabili, in particolare quella solare: la potenza fotovoltaica finora installata nel nostro paese, infatti, è pari dello 0,01% sul totale della produzione di energia elettrica, una quantità 28 volte inferiore a quella della Germania.
    Il deficit che ha caratterizzato il sistema italiano è in buona parte imputabile alle
    precedente normativa: il conto energia in vigore fino a poco tempo fa, rivelatosi un disastro, stabiliva un tetto di 100 Mw come limite alla potenza installabile, inoltre, delle dodicimila richieste inoltrate, soltanto 1800 hanno avuto accesso agli incentivi, la maggior parte delle quali finite nelle mani di pochi speculatori.

    Il direttore generale di Legambiente, Francesco Ferrante, si dice soddisfatto dell’attuale decreto «“Accogliamo con soddisfazione il decreto di incentivi al solare fotovoltaico. E’ un’ottima notizia, un passo importante e nella direzione giusta che il Governo fa sulla strada di Kyoto”.»

    (laura ferrari)

    Fonte:

    http://salvadanaio.economia.alice.it/racconti/r563_decreto_fotovoltaico.html


    Sulla riva del fiume di Marina Ulisse


     
     
     

    SULLA RIVA DEI SOGNI


    La bambina sedeva sulla riva
    ascoltando in conchiglia
    il mare ed il canto dei gabbiani
    fra carezze di sguardi all’orizzonte
    mentre danzavano gioiosi
    i suoi sogni sull’acqua
    in mille piroette di spuma.
    La donna scavò un rifugio
    tra le rocce appuntite
    aspettando muta che l’onda maestra
    travolgesse impetuosa
    la disperazione negli occhi suoi stanchi
    che più nulla scorgevano
    chiusi ad ogni sogno svanito.


    Marina Ulisse

     

     

    Fonte: http://groups.msn.com/LATERRASARDA
    2/17/2007

    "Apri" di Marco


     

    APRI

    Apri la tua mano.
    ci metto sopra la mia vita,
    è una vita da niente, forse ci sta.

    Apri il tuo cuore,
    ci metto il mio piccolo amore,
    con il tuo calore forse crescerà.

    Apri le tue braccia,
    ci metto dentro le mie paure,
    con il tuo abbraccio forse svaniranno.

    Apri le tue labbra,
    ci poso i miei baci non dati,
    ma forse ora da te saranno ricambiati.

    Apri i tuoi occhi,
    ci metto dentro i miei,
    e forse vedremo insieme la stessa cosa,
    amore.

    16/02/2007  Marco

     


    Ascoltare il silenzio di Giammarco De Vincentis


     

       

    Ascoltare in silenzio,

    lasciare che gli altri parlino
    e tu rispondere con gli occhi.
    Descrivere con lo sguardo la tua emozione,
    trattenere i battiti del cuore
    con le sue palpitazioni.
    Cercare una carezza con amore,
    porgendo la tua guancia sul tuo cuore.
    Sentirti piena e dentro gonfia di calore,
    con tanta voglia di riscaldare ogni dolore.
    Stare attenta a non fiatare
    riesci a dire senza parlare.
    E' così che tu vieni fuori,
    trasmettendo con dolcezza
    tanto amore e tenerezza.

    Giammarco De Vincentis
    ~ Poeti x caso ~
     

     

     


    Non era notte, non era giorno di Roberto Perin

    NON ERA NOTTE... NON ERA GIORNO

    - Roberto Perin -

    Non era giorno,
    non era notte,
    erano "attimi" dove
    l'infinito era
    pieno di sentimento,
    dove l'amore
    stava riempiendo il nulla.

    Era l'attimo
    d'incontro tra comete,
    tra vite gemelle, ma lontane,
    vicine ma staccate.

    Era un giorno
    senza minuti,
    senza cielo,
    senza un avvenire
    da sognare,
    senza un passato
    da ricordare.

    Era un "istante",
    che mai penserà
    che esista un prossimo.

    Era una nascita,
    era una vita
    di luce al cielo.

    Era il "momento",
    non un momento.

    Non era notte,
    non era giorno.

    Era un attimo
    che non si fermava,
    un attimo, che viveva
    più della sua vita d'istante.

    Non voleva morire.

    Non era notte,
    non era giorno,
    era l'attimo di
    un amore eterno.

     

     

    Lasciami libere le mani di Pablo Neruda

     

    Lasciami libere le mani
    Pablo Neruda


    Lasciami libere le mani
    e il cuore... 
    lasciami libero!
    Lascia che le mie dita scorrano
    per le strade del tuo corpo.

    La passione...

    sangue, fuoco, baci
    m'accende con tremule fiammate.

    Ahi, tu non sai cos'è questo!

    È la tempesta dei miei sensi
    che piega la selva sensibile dei miei nervi.

    È la carne che grida con le sue lingue ardenti!

    È l'incendio!

    E tu sei qui... donna...

    come un legno intatto
    ora che tutta la mia vita fatta cenere vola
    verso il tuo corpo pieno, come la notte, d'astri!

    Lasciami libere le mani
    e il cuore, lasciami libero!

    Io solo ti desidero, ti desidero solamente!

    Non è amore, è desiderio che inaridisce e s'estingue,
    è precipitare di furie,
    avvicinarsi dell'impossibile,

    ...ma ci sei tu,
    ci sei tu per darmi tutto,
    e per darmi ciò che possiedi sei venuta sulla terra
    com'io son venuto per contenerti,
    desiderarti,
    riceverti!

    Fondo Aroa&Pau      

     

     

     

     

     

    E' oggi - Pablo Neruda

     
     

    E' oggi

    E' oggi: tutto l'ieri andò cadendo
    entro dita di luce e occhi di sogno,
    domani arriverà con passi verdi:
    nessuno arresta il fiume dell'aurora.

    Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
    gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
    sei tremito del tempo che trascorre
    tra luce verticale e sole cupo,
    e il cielo chiude su te le sue ali
    portandoti, traendoti alle mie braccia
    con puntuale, misteriosa cortesia.

    Per questo canto il giorno e la luna,
    il mare, il tempo, tutti i pianeti,
    la tua voce diurna e la tua pelle notturna

     

    PABLO NERUDA

     
     
      
     
    Fondos y Diseños
    Alegria De La Huerta

    Sogno



     

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    Sogno 

    Divelto ha per te il vento

    un raggio

    dalla bianca veste della luna

    e appuntato sul cuscino

    luce getta sul tuo nascente sogno.

    Sparsi i semi del tuo io

    in un letto di galassie

    e la fiaba

    apre le sue pagine

    ad un alfabeto da comporre.

    Sembra tranquillo il sonno

    imbrigliato fra le ciglia,

    copre la stagione,

    in attesa del risveglio,

    il manto della neve.

    ...e un carosello d'astri

    le sue passioni sfoga

    all'inizio delle notti,

    è in palio il tuo destino

    ...e la tua stella. 


     
    fonte: http://groups.msn.com/LATERRASARDA

    Ode al giorno felice


     

     
    Ode al giorno felice

    Questa volta lasciate che sia felice,
    non è successo nulla a nessuno,
    non sono da nessuna parte,
    succede solo che sono felice
    fino all’ultimo profondo angolino del cuore.


    Camminando,dormendo o scrivendo,
    che posso farci, sono felice.
    sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
    sento la pelle come un albero raggrinzito,
    e l’acqua sotto,gli uccelli in cima,
    il mare come un anello intorno alla mia vita,
    fatta di pane e pietra la terra
    l’aria canta come una chitarra.

     
     
    fonte: http://groups.msn.com/LATERRASARDA
    2/15/2007

    Un amico - Kalhil Gibran


     
     

     

          

    Un Amico

    Cos'è per te un amico,
    perché tu debba cercarlo
    per ammazzare il tempo?
    Cercalo sempre per vivere il tempo.
    Deve colmare infatti le tue necessità,
    non il tuo vuoto.
    E nella dolcezza dell'amicizia
    ci siano risate,
    e condivisione di momenti gioiosi.
    Poiché nella rugiada
    delle piccole cose
    il cuore trova il suo mattino
    e si rinfresca

    Kalhil Gibran

     

     ( fonte: http://groups.msn.com/LATERRASARDA )

     

     


    2/11/2007

    "A mia Madre" di Mark

     

     

     A mia Madre

    A Mia Madre, nel secondo anniversario della sua scomparsa.

     

    Ci sono dee molto imponenti,altre sono sinuose,
    altre sottili come stiletti,altre semplicemente
    grandiose; ci sono pantere e leonesse,
    ci sono grandi serpenti dorati sul ramo,
    e tigri ronfanti tra i bambù e le oscurità
    cangianti.
    Tu sei una di loro, ma un po' dissimile;
    hai occhi del colore della terra smossa,
    quando entrano i semi che diverranno querce,
    e sei leggera, come il venticello
    che a primavera carezza le gemme.

    Quando cammini non calpesti l'erba,
    scivoli sopra le ninfee dello stagno,
    ti fan corona libellule di smeraldo e giada,
    più che dea sei una dolce fatina.
    Da ora in poi dovrai, forse, ancora apprendere alcune cose,
    come amministrare il tuo gran potere,
    ma non c'è fretta: anche le fate
    sono eterne come le bianche Signore.
    Sai fare già, in ogni modo, le tue magie che
    sono dolci come l'uva dorata a settembre,
    che ride felice di essere colta,
    perché può inebriare i discendenti di Eva.

    Non sei una tigre ne una pantera,
    ma una dolce, snella gazzella dal manto
    screziato come quello di una regina,
    e gli occhi cangianti dal bruno all'oro.

    Ma non fatevi trarre in inganno
    da quella apparente, snella tenerezza,
    uomini stolti e senza profondità!
    Poiché quella gazzella ha zoccoli
    d'acciaio e quando calpesta lascia
    a lungo il segno sulla carne e nell'anima.

    Non è una “vera” dea, ma è la dea delle piccole fate,
    e conosce comunque la sua malia,
    retaggio d'una stirpe misteriosa ed obliqua,
    che sa arcuare il legno senza spezzarlo,
    e far scaturire acqua fredda e pura
    dalla pietra scabra e dalla sabbia
    del deserto.

     Mark.

     

     


    2/10/2007

    18 febbraio - Capodanno Cinese

    CAPODANNO CINESE
     
    CAPODANNO CINESE Lanterne rosse davanti al tempio Kek Lok sull’isola di Penang, in Malaysia, per l’arrivo del capodanno cinese. I cinesi di tutto il mondo festeggeranno l’inizio del nuovo anno lunare il 18 febbraio (Ap)
     
    Lanterne rosse davanti al tempio Kek Lok sull’isola di Penang, in Malaysia, per l’arrivo del capodanno cinese. I cinesi di tutto il mondo festeggeranno l’inizio del nuovo anno lunare il 18 febbraio (Ap)
     

    2/8/2007

    La statua del "il cristo degli abissi"

    In molti ne avranno sentito parlare, ma credo che pochi siano i fortunati che hanno potuto ammirare questa statua che si trova a 17 metri di profondità nella baia di San Fruttuoso, tra Camogli e Portofino. Io sono uno di quei pochi fortunati che ha avuto la gioia di potersi inginocchiare e pregare ai piedi di quel Cristo, non senza versare una lacrima per la commozione guardando quella statua con le braccia rivolte alla superficie come se volesse raccogliere tutta la luce per illuminare le profondità marine dove ancora tanti uomini riposano.
    Maestrale
     
    Sono trascorsi cinquant'anni dal 29 agosto del 1954 quando, con la partecipazione commossa di migliaia di persone, nella paradisiaca baia di San Fruttuoso di Camogli, venne posta a 17 metri di profondità la bellissima statua del Cristo con le braccia e lo sguardo protesi verso l'alto. Mai un avvenimento legato alle immersioni aveva suscitato tanto interesse ma anche alcuni dubbi, come quelli avuti da Duilio Marcante, riconosciuto da tutti come il "padre" della statua che disse: "vedendo quelle braccia protese verso l'alto, nel tumulto emotivo di quel momento, mi sembrava che il Cristo invocasse aiuto, che non volesse scendere laggiù, sul fondo della cala". Da quel giorno, oltre due milioni di persone, fra subacquei, bagnanti, pescatori, marittimi e semplici turisti, hanno reso omaggio al Cristo degli Abissi. Tanti nomi noti, come i profondisti Maiorca, Pipin, Macula, Baldini, campioni di pesca subacquea come Toschi, Scarpati, Gasparri, piloti di formula uno come De Cesaris e Giacomelli. In questa chiesa "subacquea" sono stati celebrati matrimoni. Nei suoi quarant'anni di vita la statua è diventata un simbolo, un punto di riferimento universale che ha figliato alcune copie. Una copia identica si trova nel parco subacqueo della Florida, un'altra è stata donata dall'armatore genovese Giacomo Costa II alla popolazione dell'isola caraibica di Grenada, come segno di riconoscimento per il grande aiuto dato alla salvezza dei passeggeri della nave "Bianca Costa" affondata in quelle acque. Un'altra piccola riproduzione si trova all'interno della parrocchia di San Fruttuoso.
    L'idea di creare questo santuario marino venne, come detto, a Duilio Marcante, durante i funerali del primo sub morto nei fondali di Portofino, Dario Gonzatti. L'idea piacque al Cardinale di Genova Siri che ne informò Papa Pio XII il quale, non solo diede il suo benestare, ma volle contribuire personalmente donando un medaglione con la propria effige, murato nel basamento della statua dove si trova ancor oggi. In poco tempo si raccolse il bronzo necessario da affidare alle sapienti mani dello scultore Guido Galletti, compreso quello di eliche di navi offerte dalla marina militare americana, dalle medaglie olimpiche alle medaglie al valore, e persino una manciata di monetine di bronzo, ex-voto offerte da una madre. Il risultato fu eccezionale: un Cristo dall'espressione di bontà e di pace. La statua rivolta verso l'alto e leggermente avvitata crea un prezioso effetto di movimento. Partecipare alla cerimonia annuale è molto semplice. Al calar della sera, annunciato dal suono delle campane, tutte le luci della baia vengono spente. Due suggestive fiaccolate sui sentieri che circondano la spiaggia. Lì i sub portano a nuoto una corona di fiori deposta sulla statua. Il momento è toccante, i sub ritornati a riva si dispongono su più file per assistere alla messa, fra mille riflessi dei fuochi, dei lumini affidati al mare e, sotto una navata di stelle viene letta la preghiera del Cristo degli Abissi.
     
     
     


    Le Pleiadi


    LE  PLEIADI
     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Le Pleiadi erano sette sorelle,  così belle che sei di loro avevano generato figli da un dio.
     
    Erano corteggiate dal prepotente, lussurioso cacciatore ORIONE, che tentava di violentarle. Ben sette anni durò la persecuzione, sino a quando Zeus, impietosito, le trasformò in costellazione.
    E da allora le sette sorelle ci appaiono, nel cielo, l'una accanto all'altra, ma non tutte con la stessa luminosità.
     
    MEROPE, l'unica che non era stata amata da un dio, ancora se ne vergogna, e ci guarda più timidamente, brillando di luce più tenue.
     
     
    Fonte: groups.msn.com/LINCATESIMOdiEXACALIBUR
     
    2/7/2007

    L' Orsa maggiore

    L' ORSA MAGGIORE
     

       
    La ninfa Callisto (la bellissima) era seguace di Artemide, dea della caccia, e come Artemide aveva fatto voto di castità.
     
    Ma un giorno Zeus la vide e, colto da desiderio amoroso, per unirsi a lei prese le sembianze di Apollo, fratello di Artemide.
    La ninfa non rifiutò le sue avances, ma quando si accorse di essere incinta fu presa dal panico.
    Non voleva che Artemide venisse a sapere del suo stato, ma questo, con il passare dei mesi, divenne così evidente che un giorno Artemide, vedendola mentre faceva il bagno, scoprì la sua colpa.
     
    Callisto era venuta meno al suo voto, era indegna di essere una sua seguace: per punirla, la trasformò in un'orsa.
    Ma a Era i tradimenti del marito non sfuggivano mai.
    Venne a conoscenza della storia e andò su tutte le furie. Come faceva abitualmente, quando scopriva una nuova amante di Zeus, anzichè prendersela con il marito se la prese con l'oggetto dei desideri di lui.
     
    Per liberarsi di Callisto, convinse Artemide a ucciderla con una delle sue frecce.
     
    Ma Zeus, per compensare l'infelice amante di tutte queste disavventure, le donò l'eternità, trasformandola in costellazione.