Artistika's profilepaolaET - Dipingendo & C...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    2/26/2009

    sonidos de silencio-musica andina

     

     sonidos de silencio-musica andina
      

    2/24/2009

    Mostra d’Arte Contemporanea – Bando di Selezione - La Rosa: dall'Immagine alla Contemplazione

     
    La Rosa: dall'Immagine alla Contemplazione
    Mostra d’Arte Contemporanea – Bando di Selezione
    Titolo: La Rosa: dall’Immagine alla Contemplazione
    Location: Museo della Rosa Antica - Montagnana di Serramazzoni (Mo)
    Dal 2 Maggio al 2 Giugno 2009
    Scadenza: 31 Marzo 2009
    Organizzazione: ARIANTA – Scorzè (Ve)
    Info: segreteria@eventiartearianta.it
    Sito: www.eventiartearianta.it

    Bergamo - 60° Mostra Concorso - Pittura Scultura Don A. Foppa "Arte al Quadrato" scad. 16/05/2009

    CIRCOLO CULTURALE G. GREPPI
     60° Mostra Concorso - Pittura Scultura Don A. Foppa
    "Arte al Quadrato"
    Sala Manzù Via Camozzi-Passaggio Via Sora - Bergamo
    dal 19 al 28 giugno 2009
     
    per visualizzare e stampare il regolamento e scheda di adesione, clicca qui sotto:

     CALENDARIO MOSTRA

    15-16 Maggio - Presentazione opere
    (vedi art. 8)
    - venerdi 15 dalle 17,00 alle 19,45
    - sabato 16 dalle 10,00 alle 12,15
    22-23 Maggio - Ritiro opere non accettate
    (vedi art. 9)
    - venerdi 22 dalle 17,00 alle 19,45
    - sabato 23 dalle 10,00 alle 12,15
    Venerdi 19 Giugno - Inaugurazione mostra ore 18
    dal 19 al 28 giugno - Esposizione delle opere
    accettate presso sala espositiva “Manzù” della Provincia,
    via Camozzi, passaggio via Sora, Bergamo.
    28 Giugno - Ore 17.30 Premiazione e ritiro opere
    presso la sala espositiva
    (vedi art. 17)
    ESPOSIZIONE COMMEMORATIVA
    PER I 60 ANNI DELLA MOSTRA
    con la partecipazione dei premiati nelle varie edizioni
    Sala Manzù 
    3 - 12 Luglio 2009
     
    Orari Mostre:
    Da Lunedi a Venerdi: 16.00 - 19.00
    Sabato e festivi: 10.00 - 12.00 / 15.00 - 19.00

    REGOLAMENTO

    art. 1)
    Il Circolo Culturale “G. Greppi” di Bergamo organizza
    la
    60a. Mostra Concorso di Pittura e
    Scultura
    dal titolo “ARTE AL QUADRATO” dedicata all’insigne miniaturista bergamasco Don AngeloFoppa, che avrà luogo da
    venerdi 19 a domenica 28 giugno 2009.
    art. 2) La partecipazione è libera a tutti.
    art. 3) Il tema è libero. Il formato è quadrato.
    art. 4) Misura minima della tela cm 25x25, misura massima cm 70x70. Ogni concorrente presenterà
    un massimo di due opere incorniciate decorosamente (senza vetro).
    art. 5)
    Ogni opera dovrà portare a tergo il titolo e il nome e cognome dell’autore.
    art. 6)
    La quota di iscrizione al Concorso è fissata in € 25,00.
    art. 7) Tutte le opere ammesse saranno pubblicate sul catalogo della mostra.
    art. 8) I concorrenti dovranno far pervenire i loro lavori, la scheda e la quota di iscrizione presso:
    ARTIGRAFICHE MARIANI & MONTI
    Via Serena 6/D - Ponteranica BG - tel. 035.573268
    - venerdi 15 maggio dalle ore 17.00 alle ore 19.30 e sabato 16 maggiodalle ore 10 alle 12.15.
    art. 9) Tutti i partecipanti dovranno provvedere al ritiro delle opere non ammesse al concorso,
    muniti di ricevuta, nello stesso luogo di consegna, nei giorni di:
    - venerdi 22 maggio dalle 17.00 alle 19.30 e sabato 23 maggio dalle 10.00 alle 12.15.
    art. 10)
    L’accertata mancanza dei requisiti di cui agli:
    art. 4,5,6 comporta l’esclusione automatica delle opere dal concorso.
    art. 11)
    La giuria sceglierà gli autori vincitori e segnalati.
    art. 12)
    I componenti la giuria saranno comunicati alla presentazione del catalogo.
    art. 13)
    Il verdetto della giuria è inappellabile.
    art. 14)
    Le opere, saranno esposte al pubblico presso la Sala espositiva “Manzù” della Provincia di
    via Camozzi - passaggio Sora, Bergamo.
    art. 15)
    Il Circolo si riserva la facoltà di riprodurre le opere in concorso per dare maggior risalto alla manifestazione.
    art. 16)
    I nominativi degli autori premiati saranno resi noti il giorno dell’inaugurazione.
    art. 17) Le opere esposte in mostra verranno restituite agli autori domenica 28 giugno 2009
    dalle ore 18,30 dopo la premiazione presso i locali della mostra.
    art. 18)
    L’Ente promotore assicura la massima diligenza nella conservazione ed esposizione delle opere
    presentate, ma non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali danni subiti dalle stesse per casi fortuiti, di forza maggiori e di furti.
    art. 19)
    A tutti i partecipanti verrà consegnato il catalogo della mostra.
    art. 20)
    L’iscrizione alla Mostra Concorso implica l’accettazione integrale e senza riserva alcuna del presente regolamento.
    art. 21)
    Premi - Primi Premi: Buono acquisto € 250,00
    Ai successivi classi
    ficati e ai segnalati saranno riconosciuti materiale tecnico o premi acquisto.
     
    Per informazioni:
    Telefonare al 035/230.430,
    il martedi e il venerdi dalle ore 17.00 alle ore 19.00.
    Sul sito internet
    www.circologreppi.it dove sarà possibile
    prendere visione di ogni informazione e scaricare il faxcsimile
    dell’etichetta da applicare a tergo dell’opera.

    Alberto Burri - Pittore - articolo

     
    Bozzetti e immagini di scena mostreranno un aspetto meno noto
    Alberto Burri, la bellezza nella materia
    Sacchi incatramati, muffe, plastica bruciata, tele contorte: dal 10 novembre all'8 febbraio una grande retrospettiva alla Triennale
     
    «Gobbo bianco» (1953), di Alberto Burri
    «Gobbo bianco» (1953), di Alberto Burri
    Sacchi, catrami, ferri, plastiche, muffe: sostanze che non suonano certo come un inno alla bellezza. Eppure fu proprio questa la sfida di Alberto Burri (1915-1995): indagare la materia per trovare la bellezza. L'armonia di una bruciatura, la «necessità» di una forzatura della tela, la perfezione di un graffio, di una screpolatura, la poesia di uno straccio. Quegli «stracci sporchi e anti-igienici» che tanto fecero tuonare la critica e il pubblico, ma che finirono col conquistare entrambi, col trascinarli dalla repulsione, alla curiosa accettazione, fino alla totale esaltazione.
    Una rivoluzione durata 50 anni
    Una rivoluzione, quella di Burri, durata 50 anni, dalle prime tele figurative del 1945 fino alle sperimentazioni più avventurose conclusesi con la sua morte nel 1995. Una mole di lavoro enorme cui la Triennale rende omaggio con una grande retrospettiva che inaugurerà il 10 novembre. Una carrellata cronologica che passerà dai Catrami ai Sacchi, dalle Muffe ai Gobbi, fino alle Combustioni su Legni, Plastiche, Ferri. E poi i Cretti, i Cellotex e due Cicli inediti: i «Neri» (1986-1987) mai esposti prima, e le «Architetture con cactus» (1991) sconosciute al pubblico italiano. Bozzetti e immagini di scena mostreranno l'aspetto meno noto di «Burri scenografo», mentre una ricca sezione sarà dedicata alla grafica. Per finire il «Burri uomo» svelato attraverso foto, video e documenti sul suo progetto più ambizioso e personale, la Fondazione a Città di Castello («una sorta di Cappella Sistina del XX secolo»).
    Pittura tridimensionale
    Se i Sacchi sono il richiamo più immediato a Burri, è solo seguendo le continue evoluzioni della sua ricerca che si può cogliere in pieno la forza dirompente della sua innovazione stilistica. È partendo dalle prime astrazioni del 1947, ispirate a Mirò e a Klee, che l'artista comincia a scoprire le potenzialità rivoluzionarie della materia. Dal pigmento incrostato, con i suoi contrasti e le sue screpolature, alle Muffe, vere e proprie «fioriture» che animano la tela. Con l'uso del catrame darà vita a monocromi spessi, quasi tridimensionali, resi ancora più plastici dall'introduzioni dei Sacchi. Mentre tra il '50 e il '52, con i Gobbi, riuscirà a imprimere alla tela vero e proprio rilievo scultoreo, «forzandola» grazie a supporti inseriti al suo interno. Dopo la consacrazione americana del '53 (partecipò alla mostra «Younger European Painters» al Guggenheim di New York) sarà la volta delle Combustioni. Il ferro, il legno e negli anni Settanta la plastica, sottoposti a vere e proprie metamorfosi, daranno vita a opere quasi violente, di grande espressività. Ma sarà nel 1975, dopo la serie dei Cretti, che Burri troverà la sua dimensione ideale: i Cellotex, tavolati composti da segatura e colla, saranno il luogo perfetto per l'uso «drammatico» dei colori, per l'alternanza dei neri e degli ori. I Cellotex sono la conclusione e il vertice della ricerca di Burri, una ricerca capace di ispirare alcune delle più grandi rivoluzioni artistiche del nostro tempo: dai «combine paintings» di Rauschenberg ai «décollage» di Rotella, fino agli «imballaggi» di Christo e ai «fuochi» di Yves Klein.
    Irene Lasalvia
    12 novembre 2008,
     

    Giuseppe Mentessi - Pittore

     
     
    Mentessi Giuseppe


     
     
     
     
     

       
    FOTO PRESENTI 5

     

    Mentessi Giuseppe Pace
    Mentessi Giuseppe
    MENTESSI GIUSEPPE PACE
    Mentessi Giuseppe   Venezia
    Mentessi Giuseppe
    MENTESSI GIUSEPPE VENEZIA
    Mentessi, Giuseppe Orfane,
    Mentessi Giuseppe
    MENTESSI, GIUSEPPE ORFANE,
    1896. 76x101 cm.
    Mentessi  Giuseppe VENEZIA, SAGRATO DELLA BASILICA DI SAN MARCO
    Mentessi Giuseppe
    MENTESSI GIUSEPPE VENEZIA, SAGRATO DELLA BASILICA DI SAN MARCO
    Ferrara, Museo dell'Ottocento
    Mentessi,Giuseppe Ora Triste
    Mentessi Giuseppe
    MENTESSI,GIUSEPPE ORA TRISTE
       
     
    Nato a Ferrara nel 1857 fu, insieme a Pellizza da Volpedo (autore del famoso Quarto Stato del 1901), Longoni e Morbelli, uno degli artisti fautori di un'arte rivolta soprattutto all'impegno sociale oltre che culturale.
    Di umili origini, orfano di padre a sei anni, grazie ai grandi sacrifici della madre, riesce a studiare all'Accademia di Parma, dove, nel 1876, riceve una medaglia d'oro per un lavoro d'invenzione scenografica. Consegue quegli studi che gli permetteranno, grazie anche all'aiuto di Gaetano Previati, di diventare, nel 1880, assistente di Luca Beltrami, all'Accademia di Belle Arti di Brera (a Milano). Qui si interessa al gruppo degli Scapigliati, segue un corso del grande scenografo verdiano Carlo Ferrario e riceve incarichi dal Teatro alla Scala. Titolare della cattedra di Paesaggio (nel 1887), Prospettiva e Scenografia (nel 1907), Mentessi insegnerà fino al 1924, ritenendo l'insegnamento una missione al servizio dell'intera umanità. È infatti a lui che dobbiamo l'istituzione all'interno dell'Accademia di corsi professionali di disegno aperti a operai, orfani, mutilati di guerra, sartine, ritenendo quindi l'arte non un privilegio di pochi ma forma essenziale di espressione, capace di essere capita e compresa da tutti, dimostrazione della vita, delle sue manifestazioni, dei sentimenti come la sofferenza, l'amore, la pietà., il dolore.
    Per lui l'insegnamento dell'arte doveva favorire "il completo sviluppo delle attitudini e tendenze personali dei singoli allievi e…far loro conquistare il mezzo per esprimere con sincerità e chiarezza i propri sentimenti". Sua anche un'innovazione nel metodo didattico per l'insegnamento della geometria proiettiva con l'invenzione di set prospettici (metodo del quadrettato) dove posizionare gli oggetti e copiarli dal vero. Espone alla Triennale di Brera, nel 1891, il dipinto Ora triste, raffigurazione di un funerale proletario: per questa opera fu definito dalla scrittrice Neera e dal critico Vittorio Pica il maggior pittore di sentimento in Italia, capace di riprodurre la sofferenza degli umili. È forse il primo quadro che dimostra l'accostarsi di Mentessi alle poetiche del realismo sociale, alla questione sociale, allo sviluppo urbano e a quello dell'industrializzazione, l'opera fu criticata anche per la scelta dei colori, oltre che sulla tecnica divisionista. È in questo periodo che si accosta a quegli ideali del socialismo umanitario di Filippo Turati ed inizia a frequentare anche il legale di fiducia di Turati, l'avvocato Luigi Majno e la moglie Ersilia Bronzini, suoi mecenati, con i quali condividerà non solo gli ideali ma anche tutta una vita di convivenza fino al giorno della sua morte, avvenuta nel 1931. La famiglia Majno diverrà l'erede di Mentessi, e gran parte della donazione proviene da questa famiglia. Alla Biennale di Venezia, nel 1895, presenta Panem Nostrum Quotidianum tela ispirata alle epidemie di pellagra. Lo stesso Mentessi ci racconta la nascita di questo quadro: « un dopo pranzo della scorsa estate passeggiavo fuori di porta quando in una larga campagna di granoturco … scorsi venire una contadina, con una figliuoletta già grande in collo, dalla figura malata, tristi ambedue e sofferenti … E di sopra il cielo vasto e ridente nella luce grigio-argentea morente nello squallido viola del tramonto; e intorno l'ubertosa campagna matura, trionfatrice … Il contrasto era troppo stridente: la miseria, forse la fame, in mezzo a quella insolente e sana ricchezza ! … Sentii il quadro e il titolo… ». All'Esposizione Universale di Parigi, nel 1900, con il dipinto Visione triste Mentessi viene premiato con la medaglia d'argento. Quest'opera che rappresenta la condizione contadina intesa come un doloroso calvario umano, viene definita da molti come « opera cardine del passaggio dell'artista, dalle poetiche del verismo sociale a quelle del simbolismo religioso ». Prima di arrivare al vero e proprio dipinto, presente in mostra, prestito della Galleria Nazionale d'Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia, l'artista esegue decine e decine di studi: teste in varie posizioni, studi di mani, donne con bambini in grembo, crocifissi, braccia d'uomo reggente una croce, uominigiacenti in terra, tutto ciò sta a testimoniare il lungo processo creativo. Altro importante dipinto presente e logo della mostra La Pace, che fu presentato alla Biennale di Venezia, nel 1907, dove fu criticato e definito da Boccioni « Mentessi orribile senile », incapace quindi di rinnovarsi vedendo nella fanciulla recante fiori in braccio, un misto di corrente preraffaellita, liberty e crepuscolare. Di tutta la mostra, aperta fino al 5 settembre 1999, il pezzo che mi ha più colpito è uno studio (ce ne sono circa 180): L'arrestato, del 1898, chiaro riferimento alla feroce repressione dei moti di quell'anno. Lo studio di questo bellissimo volto immagine di dolore, sofferenza, fame, sgomento, rassegnazione, solitudine viene riproposta in un secondo momento nella parete di fronte: lo stesso contadino è ora in piedi, solo, ammanettato; il suo volto è cambiato, si è fatto più duro, la fronte è corrugata, gli occhi chiedono il perché di tutto ciò. Lo domanda a chi gli sta di fronte e io non posso reggere a lungo questo sguardo.

    Venezia  Sagrato della Basilica di San Marco

    Ferrara, Museo dell'Ottocento


     
    Catalogo Giuseppe Mentessi. Opere nelle collezioni del Museo dell'Ottocento di Ferrara
    catalogo della mostra
    Giuseppe Mentessi
    Opere nelle collezioni del Museo dell'Ottocento di Ferrara


    Catalogo generale completamente illustrato

    A cura di Marcello Toffanello con la collaborazione di Beatrice Avanzi

    Saggi di Luigi Majno, Beatrice Avanzi, Marcello Toffanello

    Catalogo generale delle opere di Marcello Toffanello

    Biografia e bibliografia di Beatrice Avanzi

    Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, Ferrara 1999
    200 pagine, 52 tavole a colori, 3 carte ripiegate, 299 figure in bianco e nero
    Formato cm 24 x 31
    Cartonato con sovraccoperta

    Prezzo di copertina Euro 23


    Modulo d'ordine del Catalogo Giuseppe Mentessi. Opere nelle collezioni del Museo dell'Ottocento di Ferrara
    lo trovi on-line su questo link:  http://www.palazzodiamanti.it/index.phtml?id=563
     

     
    2/19/2009

    MarteSana 2009 - III° Rassegna di Pittura e Scultura - 25 e 26 aprile 2009

     
    il Cassano Parco Adda Nord - LIONS CLUB organizza :
    III ° Rassegna di Pittura e Scultura -  MarteSana 2009.
    Location: Villa Castelbarco - Vaprio d'Adda (MI)
    Date: 25-26 aprile 2009

     
     
     

    Ora e luogo

    Inizio:
    sabato 25 aprile 2009 alle ore 10.00
    Fine:
    domenica 26 aprile 2009 alle ore 20.00
    Luogo:
    Villa Castelbarco - Settore Galoppatoio - Via Concesa 4 - 20069 Vaprio d'Adda (MI)
    Indirizzo:
    Via Concesa 4
    Città/Paese:
    Vaprio d'Adda, Italy
     
    2/10/2009

    Arte tra gli Olivi. 23° CONCORSO NAZIONALE DI PITTURA- Pove del Grappa (VI) scad. 29/03/2009

     

    Concorsi Pittura

    Arte tra gli Olivi
    23° CONCORSO NAZIONALE DI PITTURA

    Data/e:
    11/04/2009

    Pove del Grappa (VI)
    informazioni su Pove del Grappa e mappa interattiva
    Veneto
    Italia

    Per Maggiori Informazioni:
    info evento Info 3389191969
    e-mail affreschi.casarotto@alice.it

    Fonte: affreschi.casarotto

    "ARTE TRA GLI OLIVI"
    23° CONCORSO NAZIONALE DI PITTURA

    COMUNE E PRO LOCO DI POVE DEL GRAPPA (Vicenza) indicono:

    In concomitanza alla 27° FIERA MERCATO DELL'OLIVO, il 23° CONCORSO DI PITTURA "ARTE TRA GLI OLIVI" il concorso è a tema LIBERO

    • Sono ammesse tutte le tecniche.

    • Dimensione massime dei dipinti 70x80 (decorosamente incorniciati).

    • Quota di iscrizione E 20 per la prima opera E 5 per le successive(max 3)

    • Consegna opere SABATO 28 marzo 2009 e DOMENICA 29 marzo 2009 dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19 nella sala consigliare di P.zza Europa (davanti alla chiesa) di Pove del Grappa (VI)

    • PREMIAZIONE sabato 11 aprile 2009 con bicchierata - rinfresco.

    Premi acquisto in palio

    • 1° PREMIO E600 Comune di Pove

    • 2° PREMIO E500 Pro Loco

    • altri 9 premi acquisto da E 350

    Info 3389191969
    email: affreschi.casarotto@alice.it 

    2/5/2009

    Storia dei nostri cognomi: TAGLIABUE

    Fonte: www.gerenzanoforum.i...
        
    Tagliabue: sicuramente nel Medioevo indicava un beccaio, cioè un macellaio. Il cognome è affine ai francesi Tuebouef, Tuvache, Massabuau, Maillebuau. A titolo di curiosità, segnalo che a Monza, nel liber consignationis del 1237, compare Lantelmo Taliaporci. I Tagliabue compaiono nel monzese solo dopo la metà del Cinquecento con Gaspar Taiabò (1573) e Battista di Taiabovi (1574). Nel 1573 un prevosto con questo cognome compare ad Agliate e alcuni Taiabò si trovano nello stesso anno ad Albiate. A Carate nel 1615 esisteva un molino del sig. Ottavio Taiabò con 4 rodigini, cioè con 4 ruote, così come rilevato dall’ing. Barca che disegnò un rilievo del Lambro in quel periodo.
    2/4/2009

    Mostra Alberto Burri - La Triennale di Milano (fino all' 8 febbraio 2009)

    Alberto Burri
    11 Novembre 08 - 08 Febbraio 09

    Orario: 10.30 - 20.30, chiuso il lunedì

    Luogo: Triennale di Milano

    Ingresso: 8 € - 6 € - 5 €




    Ferro, SP 3 1958-59 - Fondazione Palazzo Albizzini Collezion

    La Triennale di Milano presenta una grande retrospettiva dedicata ad Alberto Burri (1915-1995), uno dei massimi protagonisti dell’arte del XX secolo.

    La mostra, a cura di Maurizio Calvesi e Chiara Sarteanesi, attraverso opere storiche e opere inedite per l’Italia altre in assoluto, presenta l’artista, l’uomo e le influenze che ha esercitato sulla cultura dell’epoca: una selezione di capolavori, che non si limitano alle più note creazioni degli anni cinquanta, ma testimoniano l’intero svolgimento, nei decenni successivi, dell’opera di Burri e della sua capacità di rinnovamento.

    La Triennale di Milano continua il suo impegno nell’arte contemporanea dedicando una grande retrospettiva a un artista italiano anche in vista del Museo di Arte Contemporanea di Milano di prossima realizzazione.

    È dal 1984 che Milano non vede una mostra di Alberto Burri. Nel 1989, infatti, l’artista dichiarò che non avrebbe mai più esposto a Milano in aperta polemica con l’amministrazione cittadina che aveva autorizzato la distruzione del Teatro Continuo, struttura progettata da Burri nel 1973 nel parco Sempione in occasione della XV Triennale.

    Assume così un’importanza rilevante l’omaggio della Triennale, anche per la presenza del ciclo dei Neri (1986-1987), cellotex mai esposti precedentemente in nessuna sede, e del ciclo Architetture con cactus (1991) presentato al pubblico nel 1992 ad Atene e fra la fine del 1994 e l’inizio del 1995 presso l’Istituto Italiano di Cultura a Madrid, ma sconosciuto al pubblico italiano.

    La mostra si articola su due piani su una superficie totale di 2500 mq.
    Il percorso si snoda attraverso tutte le fasi di produzione dell’artista e ha un andamento cronologico.
    A partire dal piano terra, le prime sei sale offrono un panorama della prima attività del pittore: i catrami, le muffe, i gobbi, i sacchi, i legni e i ferri e combustioni.
    Questi lavori costituiscono la premessa storica alle creazioni degli ultimi vent’anni dell’artista: i Cellotex, indagati nei loro molteplici aspetti epresentati nelle successive sale del piano terra e del primo piano.
    I primi Cellotex sono dipinti interamente, quelli realizzati in seguito lasciano invece intravedere il supporto che diventa parte integrante dell’opera con il colore stesso del materiale, che contribuisce in maniera determinante alla composizione pittorica.
    La fase finale di questa sezione presenta cellotex con inserti di oro in foglia: risplende nelle superfici in nero opaco nella serie del Nero e Oro del 1993ed evidenzia le crepe scabre dei cretti nella serie Cretto Nero e Oro del 1994.

    Al primo piano si distinguono il ciclo Architetture con cactus, composto da dieci cellotex di 2,50 x 3,50 m e il ciclo dei Neri, costituito da 10 cellotex di 1,30 x 2,50 m.
    Si tratta di opere di grandi dimensioni che mettono in luce gli ultimi anni di attività di Burri, scelte in relazione ai grandi spazi della Triennale, tenendo conto della sensibilità che l’artista aveva nel concepire le proprie opere in relazione agli spazi espositivi.

    A Burri si deve l’apertura radicalmente innovativa a livello internazionale verso l’impiego di materiali extrapittorici la cui influenza ha caratterizzato l’arte fino ai nostri giorni.
    Il pittore non ha privilegiato nessun materiale rispetto ad altri: le caratteristiche del quadro non dipendono dalle qualità del materiale usato, ma sono da individuare nella forma e nello spazio. Anche il colore è importante per Burri che predilige i colori puri a quelli più naturalistici, fra questi il nero. L’artista lavora sui contrasti che può ottenere indifferentemente con i colori dei materiali che impiega o con opportune variazioni di superficie.

    In mostra anche un altro aspetto poco conosciuto: l’attività di Burri scenografo, presentata attraverso il bozzetto per Spirituals (1963), spettacolo per il quale progetta scene e costumi, prima presenza dell’artista a Milano al Teatro alla Scala, quello per il balletto November steps (1972), prestato dal Teatro dell’opera di Roma, i bozzetti del 1975 per il Tristano e Isotta di Wagner, e la relativa documentazione fotografica della realizzazione degli spettacoli.

    Viene documentata, inoltre, parte della produzione seriale dell’artista. Burri è stato un grande sperimentatore anche nell’ambito della grafica, come dimostrano i Monotex, assemblaggi di cartoncini realizzati direttamente dall’artista senza la mediazione dello stampatore.

    Un’altra sezione, attraverso fotografie e video di alcuni fra i più noti fotografi e registi d’arte, offre il ritratto dell’uomo Burri: mentre crea con il fuoco e in alcuni momenti della sua vita privata e una documentazione dettagliata sui due spazi espositivi della Fondazione Burri creata dall’artista nella sua città natale: Città di Castello.

    Alberto Burri
    11 novembre 2008 – 8 febbraio 2009
    Triennale di Milano
    A cura di Maurizio Calvesi e Chiara Sarteanesi
    Catalogo Skira
    Orario 10.30-20.30, chiuso il lunedì
    Ingresso: 8/6/5 euro