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8/28/2007
Scadenza per le adesioni 31 ottobre 2007
Scadenza invio dell’opera 30 novembre 2007
La C.Æ.S.A.R ONLUS con il Patrocinio del Comune di Livorno indice il:
2° Concorso Internazionale di pittura “la vela della felicità”
La finalità che il Concorso si prefigge è quella di promuovere uno scopo benefico nonché la libera interpretazione dell’Arte nella ricerca comune della felicità: “è possibile essere felici nella vita, dipende solo da noi". L’anno 2007 è dedicato ad “AZZURRA”
Il progetto “La vela della felicità”
L’obiettivo è quello di costruire una grande vela con gli elaborati inviati dagli artisti e dagli appassionati che verrà
esposta nei luoghi pubblici ( piazze, chiese, scuole, monumenti ,stadi di calcio, pubblici eventi ecc ) in segno di pace e gioia di vivere.
Per il primo biennio (2006/2007) gli elaborati scelti dalla giuria saranno inseriti nel catalogo insieme alle poesie vincitrici del Concorso Internazionale di Poesia “SOLI NO”.
Sono ammesse al Concorso tutte le opere pervenute per la realizzazione della vela.
La Giuria sarà composta da docenti, artisti affermati e critici d’arte che con giudizio insindacabile decideranno quali opere pubblicare nel catalogo. Saranno inoltre decretati tre vincitori assoluti, premiati con mostre virtuali, mostre personali, targhe e attestati.
Possono partecipare tutti, senza limite di età o di nazionalità; ogni partecipante dovrà indicare a quale categoria appartiene:
a) Dilettanti di ogni età, chiunque voglia aderire all’iniziativa
b) Artisti emergenti, coloro che non raggiungono i requisiti di cui al punto c)
c) Artisti affermati (requisiti: anzianità professionale superiore a venti anni; almeno 10 mostre personali e collettive effettuate in almeno cinque città diverse).
REGOLAMENTO
art.1 Il Concorso è aperto a tutti gli artisti e dilettanti e si articola in un’unica sezione per tre categorie. I partecipanti dovranno produrre un elaborato dipinto su canapa con colori indelebili, che sarà inviato per posta dalla CAESAR ONLUS dopo il ricevimento dell’adesione (modulo 2) e copia ricevuta del versamento.
Accorgimenti per la realizzazione dell’opera:
1. Usare colori indelebili ma non troppo materici (sabbie, intonaci, gessi, ecc, )
2. evitare di incollare sulla veletta vetri, legni o altro che possa causare problemi di sicurezza e di piegatura dell’intero modulo
3. lasciare cm. 1 di bordo per la cucitura
Ogni partecipante deve in primo luogo inviare il modulo di adesione (modulo 2) e la richiesta del quadrato di canapa (che viene esclusivamente fornito dall’organizzazione del concorso), inserendo la ricevuta e/o copia del versamento della quota di partecipazione, pena l’esclusione.Insieme al quadrato di canapa dipinto, sul retro del quale dovranno essere riportati nome e cognome (no pseudonimo), anno di nascita e recapito telefonico dovranno essere spediti:
a) Il modulo 3 compilato in ogni sua parte.
b) La foto dell’ opera partecipante, corredata di presentazione, spiegazione critica, indicazione delle tecniche utilizzate.
c) Una breve biografia dell’artista.
La foto e la documentazione richiesta possono essere inviati anche su supporto digitale.
art.2 I partecipanti devono inviare la scheda d’adesione secondo le scadenze annuali previste, scaricabile presso la pagina http://laveladellafelicita.leonardo.it ), alla segreteria del Concorso sottoscrivendo l’attestazione che l’opera, che sarà prodotta per la vela, è inedita. Ogni autore è responsabile di quanto contenuto nei propri elaborati.Le scadenze consentono all’organizzazione di assemblare nuovi moduli e di provvedere alla loro pronta esposizione in eventi di pubblico interesse, al fine di promuovere l’intera iniziativa ed il lavoro degli artisti.E’ prevista per tutti i partecipanti la possibilità di regolarizzare la propria iscrizione direttamente tramite mail o fax (e mail: laveladellafelicita@interfree.it , fax:0586/260837) senza alcun costo aggiuntivo. In caso di impossibilità a firmare la documentazione con firma digitale via mail, l’iscritto potrà allegare copia del proprio documento d’identità, nonché apporre la propria firma alla documentazione e allegare copia del documento d’identità per le spedizioni via fax.
art.3 Gli elaborati non verranno restituiti. L’organizzazione pubblicherà in un catalogo biennale i lavori ritenuti migliori dalla giuria.
art.4 L’opera va inviata per posta entro e non oltre il 30 giugno e 30 novembre 2007 (salvo eventuali proroghe disposte per ragioni organizzative) a: 2° Concorso Internazionale di pittura “ La vela della felicità” c/o CAESAR ONLUS – Via delle Medaglie d’Oro ,1/A - 57127 Livorno
art.5 Per l’iscrizione al Concorso è previsto un contributo da parte di ogni partecipante:
1. Artisti in concorso € 20.00
2. Scuole, associazioni, centri culturali € 5,00 (il premio sarà dato alla scuola, associazione o centro culturale, non al singolo partecipante). Sarà consentita la partecipazione in questa categoria a coloro che dimostrino l’iscrizione al soggetto associato o scolastico. Nel caso che un singolo soggetto di tale categoria riesca a raggiungere il numero di 36 adesioni pari ad un intero modulo, l’organizzazione del concorso, su esplicita richiesta del soggetto stesso, potrà personalizzare il modulo creato.
3. Fuori concorso, artisti che non vogliono partecipare al concorso ma soltanto aderire all’iniziativa € 10,00.
da versare tramite bollettino o bonifico o vaglia nazionale intestato a:
CAESAR ONLUS Via delle Medaglie d’Oro, 1/A - 57127 Livorno - Conto corrente postale: C/C 35983477- ABI 07601- CAB 13900
Per gli studenti delle scuole elementari, medie inferiori e superiori, è possibile partecipare con la quota speciale di € 5,00, solo su richiesta esplicita di un’ insegnante o del dirigente responsabile.
art.6 La data di proclamazione dei vincitori è fissata entro la fine di ogni anno (salvo proroghe per motivi organizzativi). La data della premiazione sarà comunicata tramite mezzi di stampa, mailing elettronico, avviso sul sito web: http://laveladellafelicita.leonardo.it
art.7 La partecipazione al Concorso implica la piena ed incondizionata accettazione di questo regolamento e, per i vincitori, la divulgazione del proprio nome, cognome e premio vinto su qualsiasi pubblicazione. Per l’iscrizione sono ammessi pseudonimi, nomi di fantasia o diversi dalla reale identità dell’autore a condizione che sia specificata l’identità di appartenenza causa l’annullamento dell’iscrizione.
art.8 I vincitori potranno ritirare personalmente, su delega, o chiedere la spedizione dei premi aggiudicati, benché sia gradita la presenza degli stessi alla cerimonia. art.9 Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile della giuria. In caso di iscrizione da parte di minorenne, la sottoscrizione dalla scheda d’adesione dovrà essere controfirmata in stampatello e corsivo da chi ne esercita la patria potestà. Per gli istituti scolastici varrà la firma del docente o del dirigente a sottoscrizione dell’elenco dei partecipanti.
art.10 Qualsiasi comunicazione o variazione ufficiale sulle disposizioni del presente regolamento sarà pubblicata almeno con una settimana di anticipo sul blog di riferimento http://laveladellafelicita.leonardo.it
art.11 I premi sono così articolati:
1° premio per la migliore opera di dilettante: targa, attestato e inserimento dell’opera in una pagina intera del catalogo.
1° premio per la migliore opera di artista emergente: mostra personale virtuale sul sito www.caesaronlus.it della durata di 90 giorni, attestato e inserimento dell’opera in una pagina intera del catalogo.
1° premio per la migliore opera di artista affermato: mostra personale della durata di 15 giorni in sede da stabilire, attestato e inserimento dell’opera in una pagina intera del catalogo.
Sono previste targhe di riconoscimento e menzioni d’onore e possibilità di pubblicazioni editoriali per i lavori migliori. Tutte le immagini delle opere partecipanti saranno inserite nel blog: http://laveladellafelicita.leonardo.it
Su specifica richiesta dell’interessato, tutti gli artisti possono contribuire all’iniziativa senza partecipare alla selezione.
NELLA DOMANDA DI ADESIONE DOVRANNO SPECIFICARE LA DICITURA: “FUORI CONCORSO”
Il Catalogo
Il Catalogo sarà edito a cadenza biennale entro l’anno successivo ad ogni scadenza definitiva del concorso, a condizione che tutti i partecipanti selezionati abbiano, come da regolamento, fornito i materiali necessari per una buona impaginazione.
Una copia del catalogo verrà, su richiesta, data gratuitamente ad ogni artista che partecipa al concorso (spese invio postale, pacchetto, commissione di contrassegno a carico dell'artista). Copie ulteriori saranno fornite su richiesta ai partecipanti con il 25% di sconto sul prezzo di copertina.
DATA E FIRMA
Comune di Cerreto d'Asti Associazione Cerreto d'Arte
concorso "Etichette d'Autore 2007"
si selezionano in oltre pittrici e pittori per muriMAESTRI museo d'arte contemporanea en plei aire (preferibilmente astratto-informali).
BANDO:
L’associazione Cerreto d’Arte, in collaborazione con i produttori di vini dell’area nell’ambito delle proprie iniziative indice il primo concorso internazionale di pittura "Etichette d’Autore 2007" , finalizzato alla realizzazione di un certo numero di etichette che mettano in risalto il legame tra la cultura locale del vino e l’arte.
Gli interessati dovranno far pervenire le proprie opere entro e non oltre il 31/10/2007 in versione originale nelle dimensioni di cm 30 x 20 (verticale) alla sede dell’associazione Cerreto d’Arte, via Inserra 19, 14020 Cerreto d’Asti.
La spedizione potrà avvenire per via postale, per mezzo di vettore privato o mediante consegna a mano. Si sottolinea tuttavia che la data di ricevimento delle opere è tassativa, e nessuna rilevanza avrà la data di spedizione.
La partecipazione al concorso è gratuita e non prevede vincoli di stile, di tecnica e di supporto. La firma dell’autore dovrà essere posta esclusivamente sul retro dell’opera.
Il dipinto dovrà essere accuratamente imballato a cura dei concorrenti. L’associazione non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile di eventuali danneggiamenti. L’opera viaggerà sotto la totale responsabilità del mittente, e l’associazione Cerreto d’Arte non ritirerà eventuali plichi aperti o palesemente danneggiati che dovessero pervenirle.
In allegato dovrà essere trasmessa una scheda informativa in carta libera che riporti i dati dell’artista, un eventuale curriculum ed una breve descrizione dell’opera. Dovrà altresì essere allegata una dichiarazione sottoscritta dall’autore (o da tutti gli autori in caso di opere collettive), accompagnata dalla copia di un documento di identità in corso di validità, nella quale il mittente dovrà attestare sotto la sua responsabilità:
- • di accettare tutti i contenuti del presente bando;
- • di essere autore unico dell’opera, la quale non dovrà in alcun modo essere gravata di diritti d’autore o di altro genere a favore di terzi, a seguito di cessioni, rapporti contrattuali e o di qualsivoglia altra natura;
- • di concedere a titolo gratuito il diritto di utilizzazione dell’opera all’associazione Cerreto d’Arte, e per suo tramite a imprese private, pubbliche, cooperative o qualunque altro soggetto per la realizzazione di etichette, di materiale illustrativo in genere ed in
- termini più generali il diritto di pubblicazione con qualunque mezzo.
Tra tutte le opere pervenute una qualificata giuria determinerà sei vincitori a pari merito, Dette opere saranno riprodotte in etichette di pregiati vini dei produttori locali, secondo un layout comune, e riporteranno il nome dell’artista ed il riferimento all’associazione Cerreto d’Arte ed al concorso internazionale "Etichette d’autore" 2007. Le etichette vincitrici saranno presentate in occasione di una manifestazione che verrà organizzata nella primavera 2008, e l’associazione Cerreto d’Arte, direttamente ed attraverso partner ed enti patrocinatori, darà la massima diffusione al risultato del concorso. Le bottiglie, il cui numero é orientativamente e con la massima riserva quantificabile in 300 per ogni vino, saranno poi distribuite direttamente dai produttori, da distributori o da altri enti o soggetti. Verrà data pubblicità dei risultati del concorso in tutti le occasioni che si presenteranno in ambito artistico ed enologico.
Tutte le opere resteranno di proprietà dell’associazione Cerreto d’Arte, che potrà esporle in forma permanente o temporanea, pubblicarle su supporto cartaceo, informatico o in rete, utilizzarle per la realizzazione di materiale illustrativo e promozionale delle sue iniziative a venire ed in genere per qualunque uso non a fini di lucro. E’ tuttavia escluso qualunque sfruttamento di tipo commerciale da parte dell’associazione Cerreto d’Arte o di altri soggetti delle opere nel loro complesso o singolarmente, restando i diritti d’autore di proprietà degli artisti. Qualunque eventuale rapporto di tipo commerciale dovesse essere stabilito tra gli artisti ed i produttori (realizzazione di ulteriori serie di etichette, materiale promozionale relativo ad altre produzioni o altro) resterà rigorosamente nell’ambito di un rapporto privato tra i soggetti nel quale l’associazione Cerreto d’Arte non sarà a nessun titolo coinvolta.
Al presente bando verrà data la massima diffusione attraverso la stampa, il web, la circolazione attraverso associazioni ed istituzioni ed ogni altro mezzo.
Cerreto d’Asti, 24 giugno 2007
fonte: www.cerretodarte.com
8/13/2007 La ProLoco Olgiate Molgora (LC) promuove:
Concorso Nazionale di pittura EMILIO GOLA - Biennale 2007 - XXIX° edizione
con il contributo ed il patrocinio:
RegioneLombardia - Provincia di Lecco - Comune di Olgiate Molgora
regolamento - uno stralcio, l'intero bando di concorso lo trovate negli allegati a piè di pagina in formato .ipg
Ogni artista potrà presentare opere a tema libero con ampia tendenza di stile e tecnica.
Non si accettano Serigrafie, Acque forti, Acque tinte e Stampe.
Tutte le opere, dovranno essere incorniciate, senza vetro (escluso gli acquerelli) e munite di attaccaglie.
Sono ammesse al concorso non più di due opere per artista.
Dimensioni opere: non inferiore a cm 30x40 e non superiori a cm 130x130
L' Iscrizione: con la presentazione dell'opera, è di € 25,00 quale quota contribuitiva alla spesa di allestimento (in tale quota è compresa una copia del catalogo che potrà essere ritirata il giorno della premiazione).
L'eventuale seconda opera ha un costo di € 10,00
Le opere dovranno essere consegnate:
in Olgiate Molgora al punto di raccolta "Sala Civica" presso la scuola elementare di V.le Sommi Picenardi nei giorni da sabato 25 e 26 agosto - 30 e 31 agosto 1 settembre 2007
(per i dettagli vedi allegati)
oppure potranno essere consegnati nei Centri Abilitati alla Raccolta:
(Biella) - Trivero.
(Milano) - Ceriano Laghetto - Pogliano Milanese - Villasanta.
(Novara) - Novara - Borgomanero.
Padova
Torino
(Varese) - Cislago.
(vicenza) - Montebello Vicentino.
si consiglia di contattare i centri in tempo utili per consentire agli stessi di organizzarsi.
8/8/2007
Il gabbiano Jonathan Livingston
1ª ed. 1977
Titolo: Il gabbiano Jonathan Livingston
Autore: Bach Richard
Traduttore: Paolini P. F.
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Edizione: 42
Data di Pubblicazione: 1977
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Contenuto: Jonathan Livingston è un gabbiano che abbandona la massa dei comuni gabbiani per i quali volare non è che un semplice e goffo mezzo per procurarsi il cibo e impara a eseguire il volo come atto di perizia e intelligenza, fonte di perfezione e di gioia. Diventa così un simbolo, la guida ideale di chi ha la forza di ubbidire alla propria legge interiore quando sa di essere nel giusto, nonostante i pregiudizi degli altri; di chi prova un piacere particolare nel far bene le cose a cui si dedica: una specie di 'guru' istintivo e alla mano ma non per questo meno efficace nel suo insegnamento. E con Jonathan il lettore, affascinato dall'insolito clima della narrazione, viene trascinato in una entusiasmante avventura di volo, di aria pura, di libertà.
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Essenza di trementina
L’ essenza di trementina è un liquido limpido di colore leggermente ambrato e dall'odore caratteristico, ottenuto dalla distillazione delle gemme di pino. Comunemente nota come acquaragia, l’ essenza di trementina è una sostanza ad alto potere solvente ed è quindi utilizzata nel restauro con diluente di pitture e vernici oleosintetiche.
Applicazione dell' essenza di trementina: l’ essenza di trementina piò essere usata in concentrazione naturale o diluita con essenza di lavanda. È una sostanza ad alto potere solvente ed è quindi utilizzata nel restauro con diluente di pitture e vernici oleosintetiche. Serve anche per pulire, smacchiare e per sgrassare. Bisogna chiuderla bene dopo l’uso altrimenti ingiallisce ed evapora. Se si toglie la pittura dalle mani con l’ acquaragia bisogna poi lavarsi con acqua e sapone. Qualche goccia di acquaragia ammorbidisce i pennelli secchi.
Attenzione: non accostare l' essenza di trementina a fiamme libere in quanto è fortemente infiammabile.
fonte: http://www.antichitabelsito.it/essenza_trementina.htm 8/3/2007
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Pubblicato il 06-06-2005
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La dieta del gruppo sanguigno
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GRUPPO ZERO Le persone di tipo 0 digeriscono e assimilano bene la carne perché il loro stomaco è abituato a digerire le proteine animali. Limitare il consumo di cereali, pane e legumi è la prima regola per chi vuole eliminare i chili di troppo o semplicemente sentirsi meglio. La scelta va indirizzata verso le carni rosse più magre e verso il pesce che insieme alla verza, spinaci e broccoli attivano il metabolismo, mentre il latte e i latticini lo rallentano considerevolmente. Una buona fonte nutritiva è l'olio di oliva insieme all'olio di semi di lino. Semi e frutta secca sono ricchi di proteine, soprattutto le noci e i semi di zucca da mangiare, comunque, con parsimonia (ricchi di grassi). I fagioli (tranne gli azuki) e soprattutto i cereali interferiscono con il corretto assorbimento delle altre sostanze nutritive, in particolare il glutine altera il metabolismo, rallentandolo e favorendo l'accumulo di grasso. Tra gli ortaggi sono da preferire: cavolo verde, verza, lattuga romana, broccoli, spinaci, cipolla, aglio, carciofo, prezzemolo. Da evitare: mais, cavolini di Bruxelles, olive, patate, funghi, cavolo rosso e cavolo bianco. La frutta è un'eccellente alternativa al pane e alla pasta. Privilegiare prugne secche e fresche, insieme ai fichi, mentre da evitare sono le arance, mandarini e fragole (frutta molto acida). Tra le spezie è bene consumare curry, curcuma, pepe di Cayenna. Evitare il caffè anche quello decaffeinato, le bibite frizzanti, i liquori e il tè nero. |
2007-08-02 14:50:00
Dossier
CANI, GATTI & CO: RELAX ED ESTATE SICURA
ROMA - Quasi la metà dei sedicimila agriturismi italiani offre ospitalità anche agli animali e le aziende di campagna sono dunque un ottimo alleato della lotta contro gli abbandoni estivi. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che sono disponibili molte strutture che in campagna sono in grado di garantire agli animali domestici "una meritata vacanza all'insegna della riconquista della libertà e della vicinanza ai loro padroni. Alcune aziende agrituristiche - evidenzia la Coldiretti - offrono autentici corsi di addestramento riservati sia ai cani da compagnia, sia a quelli per la ricerca di tartufi o per la guardia.
Si organizzano corsi per insegnare le regole fondamentali come stare seduto, alzarsi e rispondere alla voce del padrone, con possibili supplementi di addestramento in altri week end, magari per imparare a evitare i pericoli nel caos cittadino. In tutte le aziende i cani sono coccolati come beniamini. In Italia sono presenti 16.000 agriturismi.
Oltre la metà delle aziende è ubicata in collina (50,6%) e più di un terzo in montagna (35,8%); appena il 13,6% è situato in pianura. Il 45,7% del totale degli agriturismi si concentra nel Nord del Paese, il 35,0% nel Centro e il restante 19,3% nel Mezzogiorno.
ROMA - Estate: tempo di mare, sole e vacanze, ma spesso purtroppo anche di abbandoni e maltrattamenti per i nostri amici a quattro zampe. Un piccolo aiuto in più quest'estate arriva da Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente), che ha aperto uno "sportello animali estate".
Si tratta di un punto di riferimento per tutti coloro che hanno dei problemi con i propri animali domestici in località di vacanza. Con una telefonata al numero 392/6552051 oppure inviando una e-mail all'indirizzo sportelloanimali@libero.it sarà possibile ricevere informazioni, consigli su come affrontare i problemi che si presentano a coloro che vanno in vacanza con i propri amici a quattro zampe.
Non solo: sarà infatti possibile anche denunciare gli abbandoni e tutti gli altri reati contro gli animali inviando un messaggio sempre al numero 392/6552051, oppure una e-mail all'indirizzo segnalazionereati@libero.it, corredandolo dell'indirizzo del posto e della data dove è avvenuto il presunto abuso. Gli esperti dell'Aidaa valuteranno la situazione e decideranno se inoltrare denuncia alle autorità competenti.
"Il problema degli animali domestici in vacanza è un problema che riguarda migliaia di persone ogni anno - sottolinea il presidente di Aidaa Lorenzo Croce - noi quest'anno abbiamo voluto attivare questo servizio di telefono amico in modo da poter avere un servizio veloce con dei consigli utili su come comportarsi in caso di difficoltà in albergo, in spiaggia, in montagna o in altri luoghi di vacanza. Per chi ha problemi un po' più complessi il consiglio è di inviare una e-mail, alla quale risponderanno i nostri esperti nell'arco di pochi giorni".
Il servizio di consulenza di sportello animali vacanze è attivo tutti i giorni dalle 10 alle 20. "E' possibile anche segnalare reati contro animali o mandare filmati di abbandoni inviando una email o un semplice mms indicando luogo e data dove viene effettuata la registrazione - conclude Croce -. Quello che conta è avere materiale visivo in modo da poter effettuare denunce sempre più specifiche contro chi abbandona o maltratta gli animali".
Altre informazioni possono essere richieste ai numeri di telefono 392/6552051 e 347/8883546.
di Enrica Di Battista
ROMA - Fisicamente potenti, decisi, nuotatori provetti per natura, addestrati ad hoc per il soccorso dell'uomo in acqua: sono 200 i cani bagnino della Scuola Italiana Cani Salvataggio, in possesso del brevetto riconosciuto dal Ministero dei Trasporti. Collaborano con la Croce Rossa, la Protezione Civile, l'Aeronautica Militare. Venti di loro, della sezione Tirreno, sono quotidianamente operativi sulle motovedette della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, strategico punto di snodo e di traffico.
Questi prodigiosi compagni a quattro zampe si tuffano da gommoni in corsa o da elicotteri ed affrontano il pericolo con l'unico obiettivo di salvare chi e' in difficolta'.
''Oltre al valore tecnico il cane fa da trait d'union tra i cittadini e l'istituzione: sulle spiagge si formano capannelli di bambini e adulti e la Guardia Costiera entra ancor piu' in contatto con i bagnanti'', spiega il presidente della Scuola Cani Salvataggio Tirreno Roberto Gasbarri in un'intervista all'ANSA.
Soddisfatto della sperimentazione laziale, la prima in Italia, anche Piero Pellizzari, comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia. ''La sicurezza in mare e il rispetto dell'ambiente - ricorda - sono fondamentali; bisogna prevenire e sensibilizzare. Un'unita' cinofila addestrata insieme a chi opera in mare trasmette un messaggio molto positivo''.
L'ADDESTRAMENTO Cani e conduttori vanno a scuola insieme. Tutti e due sosterranno l'esame per il brevetto. L'intesa deve essere massima: devono capirsi con uno sguardo, perche' in emergenza non c'e' tempo da perdere. Terranova e Labrador sono predisposti, anche per via delle zampe palmate, e sono impiegati da tanti anni. Ultimamente sono utilizzati anche Golden Retriever. Ovviamente non basta la predisposizione, c'e' bisogno di un serio addestramento. Il corso di primo livello dura un anno e mezzo ''ma la formazione per un buon cane da salvataggio, impiegato ai massimi livelli, dura circa tre anni.
Si comincia - racconta il presidente della sezione Tirreno - con le regole di base e con l'addestramento a terra. A seguire si aggiungono tutti i possibili elementi di distrazione. Si lavora anche con trenta cani insieme, maschi e femmine anche in calore. Il cane non deve distogliersi dal lavoro neanche davanti ad una palla. Poi si aggiunge la propedeutica al salvataggio: il cane impara a soccorrere chi chiede aiuto''. Sono svariate le tecniche di salvamento che si insegnano a cani e conduttori, che sono anche bagnini. Anche quest'ultimo dovra' quindi studiare sodo ed allenarsi: nuoto e medicina veterinaria, tecniche di pronto soccorso e rianimazione.
I REQUISITI Nel centro di addestramento a terra di Velletri, punto di riferimento per il Centro-Sud, arrivano bagnini e volontari della Protezione Civile ma anche semplici appassionati con i loro cani. L'amico a quattro zampe dovra' avere un carattere docile e socievole, una confidenza istintiva con l'acqua e una corporatura robusta (almeno trenta chili). ''Un buon rapporto con il conduttore - conclude Roberto Gasbarri - e' fondamentale, soprattutto in acqua. I due devono nuotare insieme a lungo, soccorrere uno o piu' uomini e portarli in salvo''.
Giorni fa a Positano, una delle localita' dove i cani della sezione Tirreno collaborano con la Croce Rossa, Bonnie, Labrador di tre anni, ha salvato un bambino di quattro che stava per affogare. Eva, Labrador di dieci anni, e' un'eroica 'veterana'. Ha affrontato ogni genere di difficolta' e all'attivo ha salvato tre vite umane, tra cui quella di un bambino.
enrica.dibattista@ansa.it
di Enrica Di Battista
ROMA - Nelle estati roventi e' allarme caldo anche per i cani. Gli amici a quattro zampe possono rischiare grosso per un colpo di calore, fino al coma e alla morte. E' necessario intervenire con prontezza. Ghiaccio secco sotto ascelle e inguine, docce fredde, ventilatore o aria condizionata per raffreddare il cane: nel caso di un colpo di calore questi i primi, tempestivi, interventi che un proprietario deve prestare all'animale, prima di recarsi in un pronto soccorso veterinario. Ne parla, in un'intervista all'ANSA, Marco Bertoli, medico veterinario membro della Societa' Europea di Medicina d'Urgenza.
''Bulldog, carlini, boxer: tutte le razze brachicefale sono le piu' a rischio. Il colpo di calore puo' essere fatale. Ma d'estate - sottolinea Bertoli - il problema riguarda tutti i cani. Il pericolo e' anche all'ombra, perfino in casa''.
''La temperatura alta del colpo di calore puo' portare danni gravi ai reni e turbe della coagulazione del sangue: i primi si manifestano con sangue nelle urine e nelle feci, le seconde con diarrea emorragica e macchie sulla pelle'', spiega il medico. Secondo uno studio israeliano condotto in cinque anni, l'insufficienza renale acuta e' stata diagnosticata in 18 su 54 casi esaminati (il 33%). Tra i cani in stato di coma dopo un colpo di calore e' stata riscontrata una piu' alta mortalita' (70%) rispetto ad altri in stato di disorientamento (40,9%).
''Il cane che ha avuto un colpo di calore deve fare il prima possibile esami del sangue - raccomanda lo specialista - e' poi buona regola misurargli la temperatura con un termometro pediatrico, inserendolo nel retto. La temperatura regolare e' sui 38-39 gradi. Diventa patologica sopra i 40. I casi peggiori arrivano sopra 41-42''.
I cani soffrono il caldo piu' dell'uomo perche' non hanno ghiandole sudoripare come lui. Per loro l'unico modo per disperdere il calore e' l'iperventilazione. Quindi il padrone non puo' regolarsi solo in base a cio' che sente sulla propria pelle. In macchina un uomo apre il finestrino e sta meglio, ad un cane non basta. Nelle ore calde l'animale non va tenuto in auto, neanche all'ombra e con finestrini aperti. Nei viaggi, in orari consoni, portare acqua da bere e 'docciarlo' in abbondanza.
''Lunghe camminate, o peggio corse, sotto la canicola sono da rimandare ad altri orari o ad altra stagione. Nelle ore critiche l'animale deve uscire solo per i bisogni e sempre docciato. A rischio sono anche i cani a catena''.
Nelle razze brachicefale, che hanno gia' problemi respiratori per la caratteristica di avere il muso corto ma i tessuti molli propri di un cane con le ossa lunghe, la situazione si fa seria. ''Bulldog, carlini e boxer non dovrebbero essere tenuti in case senza aria condizionata. Inoltre - prosegue il veterinario - ci sono patologie (di cui a volte il padrone non sa, come paralisi laringea o collasso della trachea) che amplificano il rischio a livello esponenziale''.
Quali i segnali di un colpo di calore? Iperventilazione (cane affannato con la lingua di fuori) poi al tatto l'animale scotta e c'e' uno stato di agitazione fuori dalla norma. La cosa da non fare e' mettere subito il cane in macchina: il caldo e l'ansia, soprattutto per i soggetti che non amano l'auto, possono dare il colpo di grazia. Bisogna tranquillizzare l'animale e raffreddarlo con ghiaccio secco, docce fredde e ventilatore acceso (ancora piu' efficace dell'aria condizionata).
Poi il veterinario fara' ''una sedazione, bagni e fluidoterapia. Nei casi piu' gravi - aggiunge Bertoli - l'animale va addormentato''. Gli antipiretici, a dispetto di quanto si potrebbe pensare, non servono. ''Anzi - conclude lo specialista in medicina d'urgenza - un'aspirina potrebbe peggiorare le cose''.
enrica.dibattista@ansa.it
ROMA - In autogrill, nei week-end, non solo brioche e caffé, ma anche un veterinario pronto ad offrire aiuto e consigli per rendere il viaggio di 'fido' più piacevole. Per il quarto anno consecutivo, infatti, l' Associazione nazionale dei medici veterinari italiani (Anmvi) aderisce al progetto Fido Park, promosso da Autogrill.
Fino al 26 agosto, dunque, all'esterno di 16 punti di ristoro Autogrill, i proprietari in sosta potranno ricevere assistenza per i loro animali e avvalersi della consulenza di un medico veterinario. L'iniziativa coprirà la fascia oraria dalle ore 12.30 alle ore 14.30 dei week end.
Le aree, informa l'Anmvi, sono pensate per la sosta degli animali da compagnia che viaggiano verso le vacanze con i loro proprietari. Sono dotate di cucce, isolate termicamente e igienizzate, e di aree di agility con acqua corrente e distributore di paletta. Ai proprietari viene consegnato un regolamento in lingua italiana e inglese riportante le condizioni di utilizzo del servizio.
I medici veterinari saranno presenti per prestare consulenza, assistenza e fornire consigli su come prevenire stress da viaggio e colpi di calore o su come trattare l'animale nei luoghi di vacanza, in montagna o al mare. In caso di bisogno, l'animale in difficoltà viene indirizzato verso la struttura veterinaria territorialmente più vicina al Fido Park dove potrà ricevere cure adeguate.
La prestazione veterinaria, gratuita per il cliente, è retribuita al professionista dall'organizzatore. I veterinari indosseranno il camice e un badge di identificazione. Sono 45 i professionisti impegnati lungo tutta la Penisola.
ROMA - Con le vacanze, per chi decide di partire in compagnia di cani, gatti e altri animali di casa, ecco i consigli degli esperti per evitare brutte sorprese. Come anche per chi sceglie di affidare gli animali ad una pensione. Le regole d'oro di Laura Torriani, segretario dell'Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani), per un'estate senza sorprese.
- IN PENSIONE: per periodi brevi, meglio lasciare il gatto in casa con una persona di fiducia addetta al cibo, in grado di capire eventuali problemi. Per cani e gatti, non prenotare all' ultimo minuto e scegliere su consiglio del veterinario. Meglio fare prima almeno un fine settimana di prova. E' importante portare il proprio animale direttamente alla struttura prescelta, senza intermediari, perché occorre sapere dove si trova e in quali condizioni, con la possibilità di vederlo. "La pensione più affidabile - sottolinea Torriani - è quella dove si può entrare senza preavviso per fare visita all'animale". Evitare 'appartamenti' pensioni, dove è impossibile una disinfezione accurata. "Anche per il gatto - spiega Torrioni - meglio una gabbia di 1,5 metri quadri, con possibili saliscendi e area separata per la toilette, per il rischio contagio: è una questione di sicurezza sanitaria". Ed é sempre bene lasciare un contatto reperibile.
- GATTI: I più a rischio caldo sono norvegese delle foreste, persiano e mainecoon, gatto americano di grandi dimensioni. Il gatto bianco invece, ha minori difese nei confronti dei raggi Uv. Quindi attenzione ad eventuali crosticine che non guariscono, specie sulle orecchie, ma anche sulla faccia e sulla punta della coda: c'é il pericolo dell'insorgenza di un tumore
- CANI: I più a rischio sono gli anziani cardiopatici. Evitare per tutti passeggiate nelle ore più calde e sull'asfalto rovente. Al mare, bulldog e carlino oltre a pechinese e shitzu, con il muso schiacciato, hanno difficoltà respiratorie e vanno tenuti sempre al fresco, quindi la spiaggia sarebbe da evitare. "In caso di dubbio - spiega Torriani - togliere subito l'animale dal sole, bagnarlo e correre dal veterinario".
- TOELETTA: La tosatura va bene, ma andrebbe fatta prima del gran caldo e senza rasare troppo il cane, altrimenti la pelle non fa in tempo ad abituarsi al sole e ad 'abbronzarsi'. Occhio per i Lassie (pastore scozzese), perché non hanno pigmenti sul naso e quindi si ustionano. Lo stripping, che dirada il pelo, per razze come fox terrier e schnauzer è ok. Attenzione invece alle razze che hanno una muta precisa, come il pastore tedesco, non vanno assolutamente toccati.
- ARIA CONDIZIONATA: Non fa male, ma l'animale dovrebbe evitare di mettersi sotto il bocchettone dell'aria fredda, potrebbe avere problemi gastrointestinali. In appartamento lasciare in funzione almeno le pale del soffitto
- ACQUA: Tanta acqua a disposizione da cambiare costantemente. Anche per i gatti scegliere una bella ciotolona da insalata, non una tazzina. Se si va in gita con il cane, evitare tour de force e portare 1 litro d'acqua solo per lui.
- CIBO: L'alimentazione d'estate rimane la stessa. Se l'animale non finisce subito la sua pappa, meglio aumentare il cibo secco, altrimenti quello umido diventa un ricettacolo di batteri.
- VACCINAZIONI: Per il gatto meglio fare il richiamo della trivalente, se va all'aperto anche leucemia felina. Per il cane oltre alle solite vaccinazioni aggiungere la leptospirosi. Attenzione al passaporto del cane da richiedere alla Asl, che sostituisce certificati di buona salute. E' opportuno informarsi, anche tramite il proprio veterinario, su strutture nel luogo di villeggiatura in caso di emergenza.
ROMA - Con un sms quest'estate si puo' salvare un animale abbandonato in autostrada, ignobile abitudine soprattutto d'estate, ed evitare incidenti stradali che un cane o un gatto puo' creare. L'iniziativa, dal nome "Io l'ho visto", e' di ProntoFido, Radio 105 e Radio Montecarlo, in collaborazione con Autogrill e Polizia Stradale.
Se vedi un animale abbandonato su un'autostrada italiana, fermati in un'area di sosta e invia un messaggio con il cellulare al numero 334 1051030. Anzi, memorizza prima di partire e per tutta l'estate questo contatto nella rubrica del telefonino.
L'sms dovra' contenere piu' informazioni possibile e soprattutto: a) ora dell'avvistamento b) luogo (localita', provincia,...) c) autostrada e direzione di marcia
Piu' dettagli si forniranno, maggiori saranno le possibilita' di trovare vivo l'animale. I messaggi inviati saranno pubblicati sul sito ProntoFido e poi inviati alla Polizia Stradale che si attivera' per il soccorso. La raccomandazione agli automobilisti fatta dai promotori dell'iniziativa e' quella di aiutare gli animali ma senza distrarsi dalla guida: dunque far inviare l'sms da uno dei passeggeri o, se si e' soli, fermarsi alla prima area di sosta (mai in corsia di emergenza).
L'iniziativa vale solo in autostrada, dove opera la Polizia Stradale. Se vedi un animale abbandonato e non sei in autostrada telefona ai vigili del Comune di competenza oppure ai Carabinieri (112).
"Io l'ho visto" e' sostenuto da molti personaggi famosi che in radio danno la loro voce all'iniziativa. Eccone alcuni: Laura Chiatti, Giorgio Pasotti, Silvio Orlando, Maria Grazia Cucinotta, Enrico Lo Verso, Fausto Brizzi, Lella Costa, Capitan Ventosa, Francesco Salvi, Maurizio Costanzo, Licia Colò, Paola Saluzzi, Roberta Capua, Fulco Pratesi, Pino Insegno, Giancarlo Fisichella, Jarno Trulli, Loris Capirossi, Stefano Tacconi, Anna Molinari e tanti altri.
di Enrica Di Battista
ROMA - Fuori pasto contro la noia, piccoli premi, porzioni di cibo generose, poco movimento e il danno è fatto: così cani e gatti, alla stregua dell'uomo, mettono su chili di troppo, fino al sovrappeso e all'obesità, rischiando gravi malattie. Nella società del benessere a fare i conti con la bilancia sono anche gli animali di casa, perfino quelli esotici, troppo viziati.
"Per il loro bene non umanizzateli, né nell'educazione né nell'alimentazione", chiede la veterinaria specialista in nutrizione Cinzia Sanna, riferendo uno studio dell'Università di Torino, condotto nel Nord Italia. Su 350 cani il 35,2% è risultato in sovrappeso e tra questi l'8% obeso.
Tra i fattori che influiscono, l'età media, la castrazione (i maschi operati sono a rischio il doppio), la sterilizzazione, l'alimentazione casalinga, decisamente più appetibile di quella commerciale.
Prima di una cura dimagrante, spiega Sanna, bisognerà visitare l'animale, pesarlo, misurargli la circonferenza vita. Poi verrà collocato in una scala internazionale (da 1 a 5 o da 1 a 9) e il valore medio indicherà il peso ideale.
Vengono inoltre calcolate le Kcal di base, considerando fattori che variano a seconda dell'età, del temperamento, dell'attività fisica, della temperatura ambientale. Ai proprietari va ricordato che la cura del peso negli animali è fondamentale, come nell'uomo: anche loro rischiano problemi cardiaci, ortopedici, diabete.
Ecco il decalogo della nutrizionista per gli amici a quattro zampe.
1 - Il fabbisogno dipende dal tipo di vita: un animale che sta molto fermo deve mangiar meno di un cane da lavoro. Una cosa è alimentare un cucciolo, un'altra un anziano. L'animale non va umanizzato: alla base della sua alimentazione ci sono proteine, poi grassi, carboidrati e fibre.
2 - Pasti piccoli, frequenti, orari fissi: almeno due al giorno, meglio cinque. Consultare il veterinario: no al fai-da-te.
3 - Controllare il peso almeno una volta al mese. Alla palpazione, in un cane nel peso-forma, si devono sentire le costole. Il proprietario spesso vuol nascondere il problema.
4 - L'attività fisica (corsa o passeggiata, a seconda dell'età, della salute e della stagione) è basilare, e non solo nella perdita di peso.
5 - Mai dare ossa al cane: quelle lunghe e sottili possono bucare stomaco e intestino, con il ginocchio di bue c'é rischio di occlusioni intestinali. Se si vogliono far allenare i denti, meglio un pezzo di pane secco.
6 - Spesso non si sa quanto beve l'animale. Il suggerimento è di mettere l'acqua in una bottiglia e riempire la ciotola solo con quella. A fine giornata si vedrà quanto ha bevuto. Ma dopo la passeggiata o la corsa è meglio far bere il cane quanto vuole, ma a più riprese.
7 - Frutta (con moderazione) e verdura possono servire per la digestione e aiutano l'intestino. Bene zucchine, carote, fagiolini, zucca (mai verdure a foglia larga). Ma se l'animale mangia un buon preparato commerciale non c'é bisogno d'altro.
8 - Il cane un giorno a digiuno può stare, occhio all'inappetenza del gatto: è un segnale negativo.
9 - Alimenti iperenergetici: servono agli animali da lavoro o che si muovono molto. Gli integratori generalmente non occorrono se l'alimentazione è corretta e non ci sono problemi.
10 - Ricordare ogni giorno che l'alimentazione accompagna l'animale per sempre: vuol dire investire nella sua salute e nelle buone prospettive di vita. Anche lui, come l'uomo, è ciò che mangia.
enrica.dibattista@ansa.it
di Enrica Di Battista
ROMA - Lunghi spostamenti, bloccati in auto, nel traffico e sotto il sole, verso la via delle vacanze: l'uomo accetta pur di raggiungere la meta, gli animali al seguito generalmente soffrono. Le specie esotiche 'di casa', quasi tutte a disagio in queste condizioni, rischiano la morte se sottoposte a stress. Gli esperti consigliano di portarli in viaggio il meno possibile. Ma se proprio è necessario vanno osservate regole precise.
Conigli, roditori, uccelli, rettili, sauri e altri animali cosiddetti esotici (ossia tutto cio' che non e' cane e gatto) sono presenti in gran numero nelle case italiane: ben 40 milioni, secondo una recente stima dell'Ente Nazionale Protezione Animali. Ma si tratta di una "realtà titanica", ammette l'Enpa, che sfugge a censimenti esaurienti per via dei commerci illegali. Questi animali non possono essere portati come souvenir dalle vacanze in Africa, ad esempio. Dovrebbero essere acquistati solo da allevamenti nazionali o comunitari e registrati al Cites. Invece non funziona sempre cosi'. Senza contare che c'e' anche chi prima li vuole e poi li maltratta o li abbandona, esponendoli a morte quasi certa.
"Il coniglio - avverte Benedetta Cerquetelli, veterinaria specializzata in cura degli animali esotici - merita un'attenzione particolare con il caldo. Rischia la morte se esposto al sole. Il pappagallo è molto sensibile allo stress: nelle situazioni di disagio può arrivare a strapparsi le piume".
Ecco allora alcune regole per gli animali da compagnia esotici in tempo di vacanze:
BAGNO TIEPIDO PER I RETTILI - Tartarughe e sauri, al contrario di altri animali, andrebbero esposti al sole, con giudizio e nelle giornate meno bollenti. La luce solare è importante per la vitamina D e quindi per il calcio. I rettili in teca, oltre ad essere costretti in spazi angusti, soffrono per questa carenza. "E' poi utile - consiglia la veterinaria - fare un bagno tiepido ai rettili, sia per l'idratazione sia per stimolare la defecazione. Lo stesso consiglio vale in primavera, quando cominciano a deporre le uova".
CONSIGLI DI VIAGGIO, SE PROPRIO INDISPENSABILE - Con conigli, cavie, criceti o pappagalli al seguito, se è necessario partire, bisogna scegliere le ore meno calde e seguire alcune regole. Le gabbie devono essere arieggiate e coperte da un telo che oscuri la vista, perché sono animali che si spaventano. Accendere l'aria condizionata, con moderazione.
PER L'ESTERO - Per il furetto, come per cani e gatti, sono richiesti il passaporto europeo e la vaccinazione antirabbica. Ma anche per altri animali possono servire documenti. Il consiglio è di informarsi in Ambasciata e presso la struttura che ospiterà animale e proprietario. L'aereo è decisamente sconsigliato.
ALIMENTAZIONE - In estate rimane la stessa, come per gli altri animali. Sono da privilegiare frutta e verdura fresca e di stagione, visto che sono quasi tutti erbivori, tranne il furetto (carnivoro) e il criceto (onnivoro).
ABBANDONI DI TARTARUGHE, A RISCHIO LE AUTOCTONE - Non solo cani e gatti, anche pesci, tartarughe e altre specie esotiche sono vittime di abbandoni senza scrupoli. "Il problema dell'abbandono delle tartarughe acquatiche nei laghetti - afferma Cerquetelli - è purtroppo molto frequente. Generalmente si tratta di specie americane, che si adattano al nuovo habitat e vanno a sopprimere le autoctone, alterando l'ecosistema. Non hanno infatti un diretto predatore".
enrica.dibattista@ansa.it
di Enrica Di Battista
ROMA - Cani da Pet Therapy e da assistenza che vanno a scuola nei centri commerciali, in metro e in altri luoghi affollati; disabili che insegnano agli animali, futuri 'dottori', il proprio modo di essere; normodotati, aspiranti operatori, che seguono e apprendono da entrambi. In questo triangolo sta la sfida e l’innovazione dei corsi dell’Associazione Nazionale Cani da Assistenza e da Pet Therapy (ANCAPET), patrocinati dal Senato e dall'Universita' di Sassari.
I DISABILI, IL ‘CUORE’ DELLA CLASSE – La presenza di disabili nella formazione di operatori e cani da Pet Therapy consente ai normodotati ma anche agli animali di abituarsi a posture, gestualita’, toni di voce diversi, spiega il fondatore dell’ANCAPET Luigi Polverini in un’intervista all’ANSA. Al tempo stesso il disabile riceve un ritorno di emozioni, un’interazione, uno scambio sia con le altre persone sia con gli animali.
CANI A SCUOLA DAI DUE MESI – Animali da Pet Therapy non si nasce, ma le predisposizioni caratteriali sono fondamentali. Sono spesso privilegiati Labrador e Golden Retriver: la razza da’ la garanzia di un’attitudine ma non e’ escluso che possa esservi predisposto un meticcio. “Gia’ a due mesi – prosegue lo psicologo canino – i cuccioli devono imparare i primi rudimenti, l’educazione e il metodo di apprendimento. Devono riflettere su cosa fare, che e’ diverso dall’essere stimolati a fare. Noi – sottolinea Polverini - cerchiamo di aumentare la capacita’ cognitiva dell’animale e la capacita’ di prendere decisioni. La novita’del corso sta anche nell’approccio zooantropologico. L’animale e’ visto nella sua capacita’ terapeuta e nella possibilita’ di attivare benefici nel fruitore”.
DOPO DUE ANNI, CANI ‘DOTTORI’ - Dopo due anni di tirocinio i cani sono ‘dottori’ abilitati a svolgere la Pet Therapy, una disciplina nata negli Stati Uniti e portata in anni recenti in Europa. Gli animali lavorano principalmente su persone con patologie precise: autismo, depressione, anoressia e bulimia, fobie. E i risultati sono sorprendenti. Ma la Pet Therapy, precisa l’etologo, va considerata sempre come una co-terapia, un ausilio alle cure prescritte dal medico.
IL CANE DA ASSISTENZA – In cosa si differenzia il cane da Pet Therapy da quello da assistenza? La formazione inizialmente e’ la stessa, mentre si distingue nella parte finale. L’animale da Pet Therapy, inoltre, generalmente vive con l’operatore. Quello da assistenza vivra’ con il disabile, aiutandolo nel quotidiano. Cosa sono in grado di fare questi assistenti a quattro zampe? “Innanzitutto, e non e’ poco, non ti giudicano per il tuo stato - afferma l’etologo -. Poi svolgono i compiti piu’ incredibili: aprono il frigorifero, prendono la cornetta del telefono, accendono la luce, ti aiutano a rialzarti se cadi o a vestirti, cosi’ come sono capaci di attivare un salvavita (tipo quelli che si appendono al collo)”.
I FUTURI OPERATORI – La formazione degli operatori dura un anno e alla scuola si accede attraverso un test. Le materie di studio sono diverse: dalla psicologia alla veterinaria. Nelle lezioni pratiche i cani vengono portati dai disabili e dai normodotati nei centri commerciali o in metropolitana perche’ e’ nei luoghi affollati che gli animali devono dare il meglio ed imparare a gestire situazioni che si ritroveranno ad affrontare in futuro.
Alla fine del corso gli aspiranti operatori presentano un progetto: una commissione ad hoc decidera’ se sono pronti ad operare in questo settore del sociale. La partecipazione di tre disabili nella classe che svolge il corso all’Infernetto (tra Roma e Ostia) e’ stata resa possibile grazie al finanziamento della Provincia di Roma (Consigliere delegato alle Politiche dell’Handicap Tiziana Biolghini). A fine corso, a novembre, un convegno presso la Provincia illustrera’ i risultati.
IL RACCONTO DEI PARTECIPANTI, "ENTUSIAMO E UNIONE" Non solo uno studio su testi di veterinaria o di psicologia: dietro al corso di formazione per operatori e per cani da Pet Therapy c’e’ un lavoro su se stessi, sulla comunicazione (tra uomo e uomo e tra uomo e cane), sull’accettazione di se’. Dal racconto degli aspiranti operatori in Pet Therapy c’e’ la profonda convinzione di lavorare ad un “progetto comune, che lega molto”.
Laura parla dell’input da cui ha preso la decisione di frequentare le lezioni: “Sono figlia unica e nipote unica – ha spiegato -. Mi sono occupata per molto tempo di mia zia, ricoverata in una clinica dove e’ venuta in contatto con alcuni cani. Insieme gli abbiamo dato da mangiare, gli abbiamo messo l’antipulci. E grazie agli animali con il tempo i miglioramenti su mia zia sono stati incredibili”. Questo, va detto, non e’ un caso di Pet Therapy. Da un lato pero’ e’ lo spunto che ha aperto una strada, dall’altro la testimonianza concreta di quanto un animale e’ in grado di dare.
Il corso, il rapporto con gli animali e con le altre persone e’ un’esperienza che da’ “gioia” ma che richiede anche “impegno”: queste le parole usate da Damiano, uno dei tre ragazzi disabili che frequentano le lezioni. Un altro ha spiegato di aver insegnato ai cani della scuola Ancapet il comando “terra” ma ha anche aggiunto che il cane che ha in casa non vuole imparare. Infine ha preso la parola Chiara, una ragazza disabile: ha raccontato che ha potuto “insegnare alcune regole alla sua Beagle”. Il fatto che abbia risposto all’intervista e’ stato definito “quasi un miracolo”, perche’ la ragazza non parla quasi mai. E’ probabilmente solo uno degli effetti positivi e dei benefici di uno scambio di emozioni e di comunicazione.
enrica.dibattista@ansa.it
(Nelle foto i collaboratori Arwen, Aida, Caribu, Raja e Danno Immagini pubblicate per libera concessione dell'Ancapet )
di Enrica Di Battista
ROMA - Cani e gatti, insostituibili amici dell'uomo, sono anche preziose "sentinelle" per i cancerogeni ambientali. E dal momento che vivono giorno e notte con il loro padrone, un'attenzione maggiore alla loro salute potrebbe tornare utile anche al proprietario.
Sempre piu' studi comparati hanno infatti riscontrato patologie simili tra uomo e animali domestici: le polveri sottili, le radiazioni, il fumo passivo e i tubi di scappamento sono tra i principali responsabili, oltre ai fattori genetici, della formazione dei tumori anche negli amici a quattro zampe.
Dalla chirurgia specialistica alla crioterapia, dalla radioterapia alla chemioterapia, la veterinaria ha fatto intanto enormi progressi. Oggi, forse pochi lo sanno, anche per cani e gatti sono disponibili laser chirurgici ed una serie di presidi che aggrediscono il tumore sotto piu' fronti.
DIAGNOSI PRECOCI - L'importante "e' agire in tempo - spiega Fabio Valentini, veterinario membro della European Society of Veterinary Oncology - molto prima che nell'uomo, perche' la vita di un cane o di un gatto e' molto piu' breve di quella umana, quindi anche le patologie evolvono con molta piu' rapidita'". A titolo di esempio, "basti pensare ad un linfoma non-Hodgkin, frequentissimo tumore negli animali ma anche nell'uomo: sotto terapia un cane puo' vivere massimo due anni. Nell'uomo, a parita' di condizioni - spiega il veterinario -, i tempi sono decisamente piu' lunghi".
Il fattore temporale e' quindi fondamentale per una diagnosi precoce. Il proprietario di un animale deve saper quindi captare qualsiasi sensore. Il primo, ad esempio, puo' essere un'improvvisa e prolungata perdita di appetito. Un tempo, con una diagnosi di tumore, un cane o un gatto veniva soppresso. Oggi ci sono approcci terapeutici diversi.
"Il tumore - tiene a precisare il dottor Valentini - non e' 'curabile' o 'non curabile' ma va preso come una malattia 'cronica', con la quale l'animale puo' convivere ed avere, sotto adeguate terapie, una buona qualita' della vita. Anche nell'uomo ci sono varie patologie non curabili, ma grazie ad alcuni presidi farmacologici si puo' condurre comunque una vita dignitosa".
PREVENIRE - E' la parola d'ordine anche per gli animali. Cosi', come una donna si sottopone abitualmente ad un pap-test e alla mammografia, un cane o un gatto in buona salute che ha superato i quattro anni deve fare un check up completo una volta l'anno: visita clinica, esami del sangue e delle urine, radiografie toraciche ed ecografie addominali. Va controllata anche l'obesita', nella prevenzione non solo dei tumori ma anche, tra l'altro, delle patologie cardiache. Cosi', secondo i principi del buonsenso, una corretta alimentazione e l'attivita' fisica sono regole d'oro.
RAGGI ULTRAVIOLETTI - Avete un gatto bianco? Questi felini sono tra i piu' soggetti ai carcinomi squamosi, indotti dai raggi ultravioletti. Percio' sara' buona regola - come consiglierebbe un medico ad una persona con carnagione chiara - non far esporre al sole l'animale troppo a lungo e nelle ore piu' calde. Ci sono inoltre "predisposizioni di razza" di cui deve tener conto un proprietario di Fido: levrieri e cani San Bernardo sono piu' soggetti ai tumori ossei. I boxer possono contrarre diversi tipi di tumori. I gatti in genere sono predisposti ai sarcomi iniezioni indotti: per questo, soprattutto nei felini, vaccini ed iniezioni devono essere fatti nello stretto necessario e sempre sotto indicazioni del veterinario.
OCCHIO AL FUMO PASSIVO - Padroni con il vizio delle ''bionde'', pensate anche al vostro amico a quattro zampe, non solo per i tumori ma anche per le malattie respiratorie. Anche lui risente degli effetti del fumo passivo, cosi' come dei tubi di scappamento, a loro 'portata di naso'.
LA STERILIZZAZIONE - Per i tumori mammari sia nei cani sia nei gatti e' consigliabile la sterilizzazione tra il primo ed il secondo calore, non oltre. Nei gatti il tasso di malignita' di un tumore mammario e' piu' elevato, quindi piu' il nodulo e' piccolo, maggiori saranno le possibilita' di intervenire in tempo. La palpazione rimane un'ottima regola per la prevenzione, esattamente come nell'uomo.
DIAGNOSI SOFISTICATE E CHIRURGIA - Ecografie, radiografie, TAC (e la sua evoluzione TC Scan) e biopsie sono gli strumenti principali che oggi consentono una piu' precisa diagnosi della malattia. L'ago aspirato, ad esempio, e' la prima cosa da fare nel caso di un nodulo sospetto.La TAC e' disponibile da qualche anno in veterinaria ed e' fondamentale nell'oncologia perche' permette di vedere con precisione l'estensione di una massa tumorale e, alle volte, evita inutili interventi se l'animale non e' operabile.
CHEMIOTERAPIA - Oggi ci sono farmaci rivoluzionari sia per uso umano sia veterinario. Cio' vuol dire meno effetti collaterali e maggiore possibilita' di aggredire la malattia. "Non bisogna demonizzare la parola 'chemioterapia' - afferma il dottor Valentini -, la quale d'altra parte non vuol dire altro che 'terapia con farmaco'. Anche un antibiotico - aggiunge - e' un chemioterapico". Purtroppo si associa a questo tipo di cure l'effetto devastante che i primi farmaci per la chemioterapia avevano sull'uomo: totale perdita di capelli, nausea, vomito, abbassamento dei globuli bianchi. "In veterinaria - aggiunge l'oncologo - i dosaggi dei farmaci sono anche piu' bassi e gli effetti collaterali sono minori e monitorizzabili".
PRIMA DI TUTTO, IL BENE DELL'ANIMALE - "Possiamo curare - spiega l'oncologo - tumori attraverso chirurgie aggressive e demolitive (amputazioni, asportazioni di nasi e altri distretti anatomici), ma il proprietario deve capire che l'animale non ha coscienza dell'impatto sociale derivante dal ritrovarsi su tre zampe". Lui non si vergogna e si adatta in modo straordinario. L'importante e' sempre il bene dell'animale.
EUTANASIA - Se il "dogma" di un buon oncologo dovrebbe essere "prolungare il piu' possibile la vita di un animale, nelle migliori condizioni possibili, senza scendere nell'accanimento terapeutico", puo' arrivare pero' il momento in cui non c'e' piu' niente da fare per il nostro amico a quattro zampe. "L'eutanasia - sottolinea il veterinario - e' l'ultimo gesto di bene per un animale che non ha piu' buone prospettive di vita". Tenerlo ancora con noi sarebbe solo un atto di egoismo.
enrica.dibattista@ansa.it
Vacanze, bagni al mare, passeggiate. Con i migliori amici dell'uomo non ci si annoia, neanche in una citta' semideserta. Occorre pero' adesso e sempre osservare alcune regole. I cani rischiano la morte per un colpo di calore, gli animali esotici si stressano facilmente. Cosa fare? Leggi i consigli degli esperti, anche sulla nutrizione e l'oncologia. Infine una raccomandazione: esistono strutture turistiche che ospitano anche gli animali domestici ma se non potete portarli con voi sono tante le soluzioni. L'abbandono invece e' una condanna a morte
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Scienze e Tecnologie
Missione Phoenix al via domani 4 agosto 2007
La sonda impieghera' 9 mesi per raggiungere il pianeta Marte
(ANSA) - ROMA, 3 AGO 2007 - Tutto pronto per il lancio della missione Phoenix che partira' dal Kennedy Space Center della Nasa a Cape Canaveral. Domani alle 5,25 (11,25 in Italia), un razzo Delta II lancera' la sonda Phoenix Mars Lander, che impieghera' 9 mesi prima di raggiungere il pianeta rosso, dove dovrebbe atterrare nel Polo Nord di Marte il 25 maggio 2008, per andare in cerca di tracce di vita nel terreno e nel ghiaccio, raccoglierne campioni col suo braccio meccanico e analizzarli in loco. 8/2/2007
fonte 1:
La cartapesta viene spesso sottovalutata, ed è un vero peccato poiché da la possibilità di creare infinite cose. Pensate che in Inghilterra e in America veniva usata per costruzioni di architetture e ingegneria industriale: ruote, accessori di macchine e tetti…… In Germania si usava per fare i pavimenti: si stendeva una pasta di cartapesta che una volta asciutta veniva colorata, questi pavimenti creavano una superficie unica senza giunture, erano economici e molto igienici. In Norvegia e precisamente a Bergen, nel 1793 fu costruita un chiesa interamente in cartapesta, durò ben 37 anni, poi (non sono riuscita a scoprire il motivo, ma sto ancora facendo ricerche e se mi aiutate a scoprirlo vi ringrazio!!) fu demolita. Tutto questo per farvi capire che la cartapesta non è solo un passatempo per far giocare i bambini, ma che grazie alla sua duttilità può essere usata per cose molto importanti. Passiamo alle tecniche usate per fare la cartapesta.
Tipi di carta e colle: La migliore carta da usare è quella dei quotidiani, meglio se hanno qualche settimana! Per le colle invece si può utilizzare la polivinilica, che se diluita con un po’ d’acqua, può essere usata anche al posto della vernice.
La colla di farina: 100 gr.di farina – 2 l. di acqua, si fa bollire e va mescolata sino a quando diventa tipo budino, si deve utilizzare calda per cui basta riscaldarla a bagnomaria. Per colorare gli oggetti creati si può usare qualsiasi tipo di colore, oppure si possono ricoprire con carta colorata o in decoupage, ma prima di dare il colore vi conviene passare una mano di idropittura bianca.
Metodi: 1) Strappate a mano (non tagliatele) tante striscioline di carta, che metterete per qualche minuto a mollo in un catino con acqua e un po’ di colla vinilica. 2) per modelli delicati, si usa la polvere di cartapesta. Prendete i pezzi di carta e metteteli per almeno 1 notte a mollo (foto 1 e 2), poi fateli bollire per circa 20 minuti.
foto 1 foto 2
Eliminate l’acqua e cercate di pestare la carta (da qui la parola carta-pesta), con la polpa ottenuta (foto3 e 4) fate tante pallottole che farete seccare ed una volta asciutte perfettamente dovrete grattarle sino a farle diventare polvere!!
foto 3 foto 4
Al momento di utilizzarla: 3 parti di polvere, 2 di colla (vinavil o quella di farina), 2 di gesso-acqua quanto basta perché assomigli alla plastilina!! 3) per lavori solidi è utile la poltiglia di carta ottenuta dopo la bollitura, dovrete unirci colla e gesso, purtroppo io lo faccio a occhio e non so dirvi le quantità, ma direi sulle dosi che vi ho dato prima di usare un paio di cucchiai per la colla e un paio per il gesso. 4) per lavori grossolani si usa la carta messa a mollo e incollata.
Passiamo ora a fare un piccolo oggetto con il primo sistema. Vi ricordo che questo sistema si può utilizzare per fare vari lavori.
Materiali: Un vaso o una bottiglia dalla forma strana, oppure fate voi un vaso con il cartone, vedi foto n° x Pellicola trasparente per alimenti. Carta di giornale. Un catino con acqua. Colla vinilica. Un pennello grande. Un cutter. Colori.
Lavorazione: Prendete il vaso o la bottiglia e ricopritela interamente con la pellicola trasparente (non serve se usate il vaso di cartone fatto da voi). Strappate (a mano mi raccomando), la carta di giornale in tante striscioline o pezzetti. Nell’acqua della bacinella aggiungete un po’ di colla, un paio di cucchiai ma fate a occhio, non ne serve molta (foto 5)
foto 5
Ora mettete alcuni pezzi di carta nell’acqua, e iniziate ad attaccarli al vaso rivestendolo completamente, ma senza mettere colla! (foto 6 qui sta mettendo la colla voi lo farete al secondo passaggio)
foto 6
Per fare il secondo strato invece, passate la colla (vinavil o quella di farina) su metà vaso e ricopritelo con i pezzi di carta, poi ricoprite l’altra metà, continuando così per almeno 15/20 strati. (foto 7)
foto 7
Lasciate asciugare per qualche giorno poi con il cutter tagliate a metà il vaso (quello costruito dai 15/20 strati di carta, si intende!!!), levate dal suo interno il vero vaso che avete utilizzato come stampo, e incollate l’involucro di cartapesta dove l’avete tagliato. Per mascherare il taglio, prendete altri pezzi di carta inumiditi e fate altri 2 strati, ricoprendo bene anche la bocca del vaso. Quando anche questi strati sono asciutti, passate un paio di mani di colore bianco, aspettate che si asciughi e date i colori che volete………..oppure ricoprite con carte colorate. Ora se volete lo verniciate, altrimenti passateci 5/6 mani di vinavil.
Per la lavorazione sia della polvere che della pasta di cartapesta si usa invece la stessa tecnica di lavorazione della pasta di sale o della plastilina. Altri esempi di lavori con la cartapesta (foto 8 e 9)
foto 8
foto
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fonte 2: http://www.santegidio.org/it/amici/voce20010902/idea.htm
Materiali necessari:
- fogli di giornale (quotidiano)
- colla da parati
- gesso scagliola (di facile reperimento in un negozio di ferramenta)
- martello di legno
- secchio
- recipiente di plastica
- taglierina
- colori a tempera
- tavolo da lavoro
- materiali e recipienti vari per realizzare il supporto.
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Preparazione della cartapesta
Si stracciano in piccoli pezzi dei fogli di giornale. Vanno poi immersi un po’ alla volta in un recipiente con molta acqua, facendo attenzione perché non si ammassino senza impregnarsi bene di acqua. L’acqua deve essere calda. La carta sarà lasciata nel recipiente per 24 ore.
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Passato questo tempo, vanno prese piccole quantità alla volta, strizzate e pestate con un oggetto di legno |
La poltiglia ottenuta va poi immersa in un altro recipiente pieno d’acqua
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Giunti a questo punto, dopo qualche tempo, la poltiglia va tolta dal recipiente e raccolta su una tela di sacco. Ripiegando la tela, strizzare la poltiglia di carta liberandola dall’acqua superflua
Avendo l’accortezza di non lasciarlo troppo acquoso ne di renderlo troppo secco, va poi ricavato un impasto morbido, finalmente pronto per essere modellato. Per ottenere il risultato di un impasto più solido e resistente, a questo punto va aggiunta un po’ di colla all’impasto. La colla deve essere del tipo che si usa per la carta da parati (dosi: un cucchiaio ogni 2 fogli di giornale). |
La polvere di colla va aggiunta in piccole quantità e molto lentamente, in modo che non si formino grumi e l’impasto sia sempre omogeneo (si può usare un colino) (dis.10).
Aggiungere poi 2 cucchiai rasi di gesso scagliola per ogni foglio pestato e impastare di nuovo il tutto. A questo punto si ha a disposizione un impasto per modellare, che, se chiuso in un sacchetto di plastica, si può conservare a lungo.
Come si lavora sul supporto
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Prima di usare la cartapesta, va completato il supporto con un’armatura di carta.
L’armatura di carta va ricoperta con un leggero strato di cartapesta.
Per costruire i particolari del viso: labbra, naso, mento, orecchie, ciglia e sopracciglia, eventuali barba e baffi, si aggiungono porzioni di impasto. |
Durante la lavorazione va sempre aggiunta cartapesta, sia per dare forma che per correggerla,
si deve fare sempre prima un modello in carta o cartone, che va fissato sul burattino e successivamente ricoperto di cartapesta.
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A questo punto il soggetto è modellato, ma presenta un po’ di difetti. Si può allora levigare la superficie con le dita o con appositi attrezzi per modellare (del tipo di quelli che si usano per la creta), rifinendo ogni particolare. Il burattino ha preso forma. Va lasciato asciugare bene per qualche giorno, lontano da fonti di calore diretto che, invece, potrebbero creare spaccature: la superficie della cartapesta, quando è secca tende a screpolarsi: per questo è bene lasciare corpose le parti sporgenti. Ad essiccazione avvenuta, se necessario, si può nuovamente levigare con la carta vetrata, a grana fine. |
Come colorare
Tutto il soggetto va coperto anzitutto con una mano di vernice a tempera bianca (tipo per muri, lavabile), questo permette di dare risalto e luminosità maggiore ai colori dati successivamente.
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Con un pennello molto fine si evidenziano i dettagli.
*** ad esempio se si sta eseguendo la testa di un burattino si possono evidenziare tutte le parti dell'occhio (ciglia, sopracciglia) e con il nero si può delineare bene la pupilla.
Si possono eventualmente dipingere i capelli e la barba, ma generalmente è meglio, soprattutto per i capelli, che siano costruiti con dei fili di lana. Sulle labbra è bene passare un rosa più intenso. Eventualmente, con un colore più scuro, si ritoccano i lati della bocca: questo permette di fare un burattino che sorride. Se il burattino è una donna si possono marcare in modo più leggero tutti i tratti (occhi, bocca, ecc.), praticando con un spilla eventualmente dei fori sulle orecchie per mettere degli orecchini ***
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8/1/2007
Ora di cena a tavola: mamma, papà tre figli e la nonna che sferruzza sulla poltrona. Uno dei bambini a un certo punto chiede:- Mamma, come sono nato io? La mamma un po' imbarazzata, improvvisa: - Sai, un giorno arrivata una bella e grande aquila e ha appoggiato un fagottino sulla finestra, ed eri tu! La nonna continua a sferruzzare e alza un sopracciglio. Allora il secondo bambino, incuriosito chiede: - E io, come sono nato? La mamma prosegue con lo stesso tema: - Tu invece sei stato portato da un grande condor! La nonna continua sempre a sferruzzare e alza l'altro sopracciglio. Il terzo bambino ovviamente vuole sapere anche lui com'e arrivato. E la mamma: - Un giorno arrivata una bellissima cicogna e ti ha depositato sul davanzale della finestra! La nonna smette di sferruzzare e bisbiglia sottovoce: - Mi pareva infatti che fossero tre uccelli diversi!
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