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9/23/2006
Zucchero: "Torno con un album impregnato di amore..."
Incontro con "Sugar" Fornaciari, in occasione della presentazione del nuovo cd "Fly"
Venerdí, 22 Settembre
Zucchero: "Torno con un album impregnato di amore..."
Incontro con "Sugar" Fornaciari, in occasione della presentazione del nuovo cd "Fly"
Venerdí, 22 Settembre 2006
E' stato presentato a Venezia "Fly (come possiamo volare con le aquile se siamo contornati da tacchini)", il nuovo album di Zucchero. In uno dei più bei palazzi della città lagunare - Ca' Vendramin - dopo un ascolto del cd e prima di una singolare performance acustica, Sugar ha incontrato la stampa...
9/18/2006
Se non hai ciò che ami....
ama, .. ciò che hai...
Buonanotte e sogni felici
A domani 9/13/2006
Obesità: arrivano le alghe giapponesi Dal mondo della ricerca nuovi traguardi nella lotta al grasso in eccesso
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Dalla cucina giapponese
Queste alghe brune, chiamate anche Wakame, sono l'ingrediente principale di un famoso piatto giapponese: la zuppa di miso. Purtroppo però i ricercatori sostengono che non serva bere abbondanti quantitativi di questa zuppa, perché avrebbe effetti davvero miseri. La fucoxantina infatti è strettamente legata alle proteine dell'alga difficili da assimilare nella loro forma originaria.
Doppiamente efficace
Gli studiosi, guidati dal Dr. Kazuo Miyashita, dicono che ci vorranno ancora dai tre ai cinque anni perché sia disponibile il nuovo farmaco anti-obesità a base di alghe brune. I pigmenti "mangia-grasso" sono presenti in molte varietà di alghe brune, ma completamente assenti nelle alghe verdi e rosse, anch'esse largamente usate nella cucina giapponese.
La ricerca riporta i risultati osservati su oltre 200 tra ratti e topi e dimostra che l'alga combatte la ciccia su due fronti:
1. Negli animali obesi la sostanza ha mostrato di agire contro la proteina UCP1, responsabile del grasso peggiore. Infatti contrasterebbe proprio quel tipo di grasso che appesantisce il girovita: il grasso addominale è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e il diabete.
2. Il pigmento dell'alga bruna porterebbe il fegato a produrre una sostanza chiamata DHA, che aiuta a ridurre il colesterolo cattivo, alleato dell'obesità e dei disturbi cardiaci. Durante lo studio non sono stati riscontrati effetti negativi.
La chiave per stare bene
C'è ancora tempo prima di poter dire di aver scoperto un preparato che combatta definitivamente l'obesità. La richiesta dei medici non è tanto quella di trovare una medicina che riduca il peso, ma di scoprire un preparato che aiuti poi a mantenere i risultati raggiunti. Resta quindi l'incognita sui benefici a lungo termine. (eu)
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La Undaria Pinnatifida è un'alga che contiene un pigmento responsabile appunto del suo colore bruno, la fucoxantina, che avrebbe la capacità di ridurre il peso corporeo del 10%.
In particolare sarebbe in grado di agire sul grasso addominale, insomma sulla pancia.
Lo hanno rilevato alcuni studiosi giapponesi: la ricerca dell'Università di Hokkaido è stata presentata all'American Chemical Society radunata a San Francisco. I ricercatori sperano di poter inserire la fucoxantina tra i medicinali anti-obesità.
| | 9/12/2006
film da non perdere : PER TENERVI INFORMATI
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 CARS 2006

( clicca sopra ) |
Una donna sta passeggiando in un bosco alla ricerca di funghi, quando si imbatte in un'antica lampada ad olio; inizia subito a strofinarla e appare il Genio: - "Posso avere i miei tre desideri?" - "No. A causa dei cattivi tempi, della recessione, della globalizzazione, dell'inflazione, degli scioperi e di tutte le altre menate mondiali, oggi come oggi posso offrirti un solo desiderio da esaudire." La donna allora prende una cartina geografica e dice: - "In tal caso, vorrei la pace in Medio Oriente. Vedi questa cartina? Vorrei che questi Paesi la smettessero di farsi la guerra!" Il Genio butta un occhio alla cartina e sbotta: - "Ma accidenti, questi paesi sono in guerra da tempi lontanissimi! Non credo di poterci fare niente, sono potente ma non così tanto! Assolutamente niente da fare. Non pensarci neppure. Neanche se chiedessi l'aiuto del mio Maestro potrei riuscire a realizzare questo desiderio. Lascia perdere!
- "Dai, chiedimi qualche altra cosa." La donna ci pensa un po', e dice: - "Non sono mai riuscita a trovare l'uomo giusto: un uomo sensibile e affettuoso, colto e intelligente, che mi faccia ridere, che mi rispetti, che sappia capirmi e sostenermi, che sia un amante premuroso e mi riempia di complimenti, che mi faccia sentire bella e desiderata, che non passi tutto il tempo a guardare il calcio in tv, che mi porti ogni giorno la colazione a letto e che non mi tradisca..." E il genio sospirando: - "... dai qua, fammi rivedere un po' quella cartina...! 9/4/2006
Nature morte e tavola
 Cesto di frutta - Caravaggio (1595/6)
 Giuseppe Recco (1634/1695)
 Cristoforo Munari (1667/1720)
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Nel XVII sec. la natura morta era molto richiesta per il suo carattere decorativo, ma occupava l’ultimo posto nella graduatoria dei temi figurativi, dopo le pale d’altare, i soggetti a carattere storico, i paesaggi e i ritratti. Solo pochi artisti si dedicarono interamente a questo genere scarsamente remunerato. Riprodurre le differenze dei singoli prodotti fu una sfida così grande per le capacità dei pittori, che l’intento di costruire una gradevole composizione decorativa passava in secondo piano. Il principio di tutte le nature morte si fonda su una riproduzione dell’aspetto naturale delle cose che superi il visibile, un’illusione dell’occhio umano. Jacopo Chimenti (1551-1640) conosciuto come un buongustaio, realizzò addirittura dieci nature morte. La disposizione dei prodotti della terra e della cucina ci offre un mondo colorato, composto dai prodotti che si trovavano nei ricchi mercati cittadini del tempo. Polli, salsicce, carne, recipienti e cibi, sono presentati su un fondo scuro che aumenta l’effetto della luce, offrendo allo spettatore la possibilità di distinguere i cibi fra cotti e crudi. Caravaggio realizzò invece un'unica natura morta a se stante: il “cesto di frutta”. Il volume di ogni frutto, di ogni foglia, di ogni tralcio, sono messi in risalto dal taglio prospettico e da riflessi di luce magistralmente sfumati. Questo capolavoro ispirò nei decenni seguenti numerosi imitatori. Sotto l’influsso delle nature morte fiamminghe ambientate nelle cucine e nei mercati, pittori come Vincenzo Campi (ca. 1535/40–1591) crearono quadri nei quali la rude vita quotidiana e la ricca offerta dei prodotti del mercato si completavano a vicenda. In questo scenario si svilupparono nel XVII sec. numerose scuole locali, nelle cui raffigurazioni avevano largo spazio le specialità regionali. Tipici sono i dipinti degli artisti napoletani Giovanni Battista e Giuseppe Recco che si specializzarono in nature morte di pesci. La sontuosa disposizione di frutta di molti pittori, soprattutto delle scuole di Roma, Milano e Bologna esercitò forti suggestioni. L’abilità di pittori come Giovanni Paolo Caselli consisteva nel dare alle pesche una buccia vellutata, all’uva una splendida trasparenza, agli agrumi una scorza grinzosa e ai fichi una carnosità invitante. I cibi già preparati, frequenti nelle nature morte dei Paesi Bassi, si trovano nelle opere italiane solo sporadicamente, in genere sotto forma di dolci, come in Cristoforo Munari.
| 8/30/2006
TI REGALO UN SOGNO,
VIVILO!
TI REGALO UN CUORE,
RIEMPILO!
TI DONO UN FIORE,
ANNAFFIALO!
TI REGALO UN UCCELLO
NOOOOOOOO !!!!!!!!!!!!!!!!!
FERMAAAAAAAA !!!!!!!!
NON DEVI SUCCHIARLO!
LASCIALO VOLARE!
Quelli come noi si riconoscono a vicenda dall'impronta che portano dentro, quasi come un segno di riconoscimento, forse lasciato dalle cicatrici del passato...
Quelli come noi si fanno mille scrupoli abili nell'auto-produrre dolore coltivatori diretti di sofferenze allevatori di anime perche' hanno capito dalla vita che ogni generosita' non e' dovuta e ogni sorriso e' una conquista
Quelli come noi sono capaci di lunghi periodi di esternazione di esili punitivi, ma anche di grandi slanci emotivi e passionali, talmente travolgenti da risultare esagerati, sgangherati, incomprensibili. Quelli come noi non riescono ad adattarsi a questo mondo di cinici calcolatori che riescono a programmare tutto: le giornate, il sesso, i sentimenti...
Quelli come noi vivono di precarieta' ed inquietudini, di sogni e ideali... ma per non morire e scaldarsi il cuore si affidano alle note di una canzone, alle sensazione di un libro ai versi di una poesia... Quelli come noi sono spiccatamente individualisti, fragili, spesso incapaci persino di chiedere aiuto, costretti a inventare delle armature per difenderci
Ma... quelli come noi non sono poi cosi' male hanno solo troppo cuore... e a pensarci bene... quel marchio di fabbrica, chiamato SENSIBILITA' e' anche un marchio di garanzia perche' di quelli come noi almeno...ti puoi fidare.

Non sono mie queste righe.............. ma sembrano tratte dal mio diario!!
un sorriso per tutti
paola.

Il Ponte dell'Arcobaleno
![arco2[2].gif (1631 byte)](http://www.bairo.info/arco22.gif) (traduzione di Alessandra Ori)
C'e' un posto in Paradiso, chiamato "Ponte dell'Arcobaleno".
Quando muore una bestiola che è stata particolarmente cara a qualcuno, questa bestiola va al ponte dell'arcobaleno. Ci sono prati e colline per tutti i nostri amici tanto speciali così che possano correre e giocare insieme. C'è tanto cibo, acqua e sole, ed essi sono al caldo e stanno bene.
Quelli che erano vecchi e malati sono ora forti e vigorosi. Quelli che erano feriti o storpi sono di nuovo integri e forti, come noi li ricordiamo nel sogno dei giorni e dei tempi passati. Sono felici e contenti, tranne che per una piccola cosa: ognuno di loro sente la mancanza di qualcuno molto amato, qualcuno che hanno dovuto lasciare indietro...
Corrono e giocano insieme, ma un bel giorno uno di essi improvvisamente si ferma e guarda lontano, verso l'orizzonte. I suoi occhi lucidi sono attenti, trema per l'impazienza: tutto ad un tratto si stacca dal gruppo e comincia a correre, volando sul verde prato, sempre più veloce.
Ti ha riconosciuto, e quando finalmente sarete insieme, vi stringerete in un abbraccio pieno di gioia, per non lasciarvi più. Una pioggia di baci felici bagnerà il tuo viso; le tue mani accarezzeranno di nuovo l'amata testolina e fisserai ancora una volta i suoi fiduciosi occhietti, per tanto tempo lontano dalla tua vita ma mai assente dal tuo cuore.
Allora attraverserete,insieme , il Ponte dell'Arcobaleno....... ![arco2[2].gif (1631 byte)](http://www.bairo.info/arco22.gif)
Autore Ignoto

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Battezzato «Empedocle», si è formato milioni di anni fa
Immenso vulcano sottomarino in Sicilia
E' stato scoperto durante le esplorazioni per chiarire i misteri di un'isola comparsa, e subito scomparsa, nel 1831
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Ricostruzione del cratere del vulcano Empedocle (da Internet) | La Sicilia scopre di avere un immenso vulcano sottomarino, ancora attivo, grande alla base quanto l’Etna. E’ stato battezzato «Empedocle», dal nome del filosofo e naturalista greco che si gettò a capofitto nel cratere dell’Etna per svelare il segreto della sua incessante attività eruttiva, e si trova di fronte a Sciacca, a una trentina di chilometri dalla costa meridionale siciliana.
ISOLA MISTERIOSA - La scoperta è stata fatta nel corso di una crociera oceanografica nata col proposito di fare un documentario scientifico-divulgativo su quel che resta dell’Isola Ferdinandea, la mitica «isola che non c’è più», emersa proprio di fronte a Sciacca nel giugno del 1831, e inabissatasi pochi mesi dopo, mentre era ancora in corso una vivace disputa sul suo possesso fra il Regno delle due Sicilie, l’Inghilterra e la Francia. «Il nostro intento era quello di effettuare riprese e campionamenti con tecnologie avanzate, per verificare, navigando a bordo della nave oceanografica "Universitatis" messa a disposizione dal Conisma, il Consorzio interuniversitario per lo studio delle scienze del mare, lo stato dell’Isola Ferdinandea, oggi ridotta a un banco vulcanico sottomarino che si spinge fino a 6 – 7 metri sotto il livello del mare e che ancora risulta molto attivo sotto il profilo delle emissioni di gas», spiega il professor Giovanni Lanzafame, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), sezione di Catania. «Grazie a rilievi condotti con un sonar multifascio e con "rov", un mezzo robotizzato, abbiamo potuto estendere le nostre indagini su un’area molto ampia e renderci conto che la Ferdinandea e altri vicini
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Una stampa che riproduce l'isola Ferdinandea, misteriosamente comparsa e scomparsa nel 1831 (da Internet) | banchi sottomarini chiamati coi nomi di "Terribile" e "Nerita", non sono altro che i coni accessori di un più vasto apparato vulcanico a forma di ferro di cavallo che misura alla base ben 25 x 30 km, e che quindi è paragonabile per dimensioni all’Etna, anche se è più basso, in quanto si solleva solo per circa 500 metri dal fondo del mare». A conclusione della campagna oceanografica i ricercatori hanno fissato su una parete rocciosa di Empedocle una targa commemorativa che ricorda il filosofo della Magna Grecia.
MILIONI DI ANNI - La formazione del vulcano Empedocle risale, secondo gli studiosi dell’Ingv, a svariati milioni di anni fa, quando a causa della collisione fra Africa e Europa, si sono aperte profonde fratture che hanno dato vita al Canale di Sicilia, provocando l’ascesa di magmi profondi e la formazione di diversi vulcani sottomarini. «L’idea di un più vasto apparato vulcanico sottomarino in questa zona si era già affacciata, come ipotesi di lavoro, ma le prospezioni sottomarine svolte nell’ambito di questa campagna la rendono più concreta e ci sollecitano a ulteriori ricerche per meglio conoscere il vulcanismo attivo, anche se non pericoloso, del Canale di Sicilia», ha commentato con soddisfazione il professor Enzo Boschi, presidente dell’Ingv. E’ notevole pure il fatto che la ricerca coordinata dal professor Lanzafame risulta da una vasta collaborazione che vede coinvolti, con notevole impegno, vari soggetti privati e pubblici come, il consorzio interuniversitario per lo studio delle Scienze del Mare Conisma, diversi atenei, la casa di produzione di documentari GA&A e Mediaset.
Franco Foresta Martin
QUANDO TI ARRABBI
Quando sei arrabbiato con qualcuno,
guardalo negli occhi,
ma fallo senza pregiudizio.
Prendigli le mani,
come fossero le mani di un bambino.
Abbraccialo,
come fosse tuo figlio
e digli Ti Amo,
come fosse il tuo compagno/a.
Fagli un sorriso,
e ringrazialo perché ti ha insegnato l'AMORE!!!
(web)

8/16/2006 Caratteristiche generaliCome altri sempreverdi, il Cipresso è considerato un tipo resistente e longevo. Ciò è dovuto soprattutto al suo carattere ottimista e tollerante, insomma “positivo”. Molto autonomo fin da giovane, non pretende comunque di raggiungere grandi traguardi: ama la vita semplice, la natura e gli animali. Non per questo è eccentrico o solitario: semplicemente cerca di evitare le complicazioni ma, se necessario, dimostra grinta e capacità. AmoreIl Cipresso emana un fascino tutto naturale e spontaneo, per la sua simpatia e i suoi modi garbatamente civettuoli. In amore non è esigente, ma non sopporta i legami troppo stretti o morbosi. Gli piace condividere ideali e attività con il partner, tra cui i più adatti sono i tipi Noce, Tiglio ed Ulivo. AmiciziaPer il Cipresso l’amicizia è il più alto dei valori, ancor più dell’amore. Per questo sa instaurare rapporti intensi e duraturi, senza pretendere in cambio altro che sincerità. Lega bene con tutti, ma diventa critico con i tipi troppo ambiziosi o rigidi, come il Faggio o l’Acero.
COMMENTO PERSONALE:
accidenti sono esattamente così..... come è possibile? descrizione che mi calza a pennello!!!!
woowww .... così evito di autodescrivermi.... è già bella che pronta!!! 
Affinità con gli altri alberi I migliori compagni di vita del Cipresso sono sicuramente la Betulla e l’Ulivo.
Appartengono a questo albero Carolina di Monaco, Giancarlo Giannini, Jeanne Moreau, Wolfang Amadeus Mozart, Benito Mussolini, Riccardo Muti, Paul Newman, Jacqueline Kennedy Onassis, Giovanni Pirelli.
8/13/2006
pubblicato giovedì 13 luglio 2006 Dai paesaggi di Arturo Tosi all’erbario disegnato da Giacomo Manzù, fino ai capolavori dell’Accademia Tadini, da Jacopo Bellini a Lucio Fontana. Paesaggi e passaggi è un itinerario museale, culturale e turistico che unisce idealmente tre territori della bergamasca ricchi di storia, arte e natura – Clusone, Rovetta e Lovere – con un articolato programma di mostre, musica jazz, incontri e spettacoli teatrali. Rovetta offre anche la possibilità di scoprire – con visite guidate ed approfondimenti - la dinastia dei Fantoni, celebri scultori e artisti del legno e poi del marmo, con una rassegna dedicata agli altari lignei dal XVI al XVIII secolo. Oltre a presentare – a cinquant’anni dalla scomparsa – la mostra I luoghi di Tosi, omaggio espositivo all’artista che qui dimorò per decenni, dipingendo i luoghi e gli aspetti più tipici. Lovere - sul lago di Iseo – è legata al nome del conte Luigi Tadini, che nel 1828 istituì un’Accademia di Belle Arti nelle cui sale si succedono capolavori di Jacopo Bellini, del Pitocchetto, Tiepolo, Fra Galgario, nature morte della scuola del Baschenis, fino al monumento che Antonio Canova dedicò alla memoria del figlio del conte Tadini. Con una nuova sezione dedicata all’arte moderna, in un itinerario che dalle tele di Francesco Hayez, attraverso la ceramica di Lucio Fontana, arriva alle più importanti espressioni del contemporaneo. A Clusone il MAT - Museo Arte e Tempo - ospita invece la mostra Trenta Studi di Erbe e Fiori di Giacomo Manzù, offrendo al pubblico l’occasione di ammirare la raffinatissima serie botanica realizzata dal maestro nel 1943, proprio negli anni in cui viveva nella cittadina.
Dal 15 luglio al 10 settembre 2006 Clusone, Rovetta, Lovere (BG) Sedi varie Programma completo: www.cosmo-comunicazione.it Info: 035270821 - cosmo@cosmo-comunicazione.it Inserito da montagnatv il Gio, 20/07/2006 - 12:38
BOLZANO -- Da oggi basta un click per visitare i sette parchi naturali altoatesini. Dalla homepage della Reta Civica, www.provincia.bz.it, un servizio utile e originale, proposto dall'Ufficio Parchi naturali della Ripartizione Natura e Paesaggio.
L'Alpe di Siusi nel Parco Naturale dello Sciliar-Catinaccio, i laghi di Sopranes nel Parco Gruppo di Tessa, il Monte Alto nel Parco Dolomiti di Sesto e le Tre Cime di Lavaredo nel Parco Monte Corno sono solo alcuni dei meravigliosi luoghi che si possono visitare virtualmente.
Dal sito della Provincia di Bolzano è possibile ammirare le bellezze naturali riprese a 360° in diverse aree e da diverse angolazioni. Un progetto ideato per chi non può raggiungere di persona queste splendide zone, ma anche per chi vuole programmare delle gite e vuole farsi un'idea del paesaggio che andrà a visitare.
Sempre sul sito, si possono trovare tutte le informazioni utili e dati generali sulle aree protette e sui Centri visite del luogo, per chi vuole organizzare un'escursione nella zona o una visita reale alle sette riserve naturali dell'Alto Adige.
8/7/2006 agosto 2006
Oggi portiamo la nostra gatta Molly di circa 10 anni da veterinario per le vaccinazioni annuli e per controllare un problema renale.... non grave, per ora, ... alimentazione specifica per un mese ed ora esami del sangue per accertare il suo stato..... sperem!!!
Lei... la gatta.... è tranquilla e se la dormeeeeeee!!!
31.07.2007
la mia gattona ora giocherà, correrà...... sul ponte dell'arcobaleno.
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